Sicilia: i nodi al pettine nella trattativa per l'emergenza
Bocciata la proposta economica avanzata dalla regione ai medici di emergenza sanitaria. Richiesto un incontro tecnico con l'assessore alla sanità.
Palermo 20.11.2006 - Le organizzazioni sindacali (Fimmg, CUMI-Aiss e Federazione Medica) impegnate nella contrattazione decentrata per concludere la parte economica dell'accordo integrativo del settore "Emergenza sanitaria territoriale" in Sicilia, più lo Snami in qualità di uditore, hanno formalmente bocciato la proposta economica avanzata dai funzionari dell'assessorato alla sanità.
Questi ultimi hanno oggi proposto una indennità di emergenza pari a € 11,00/ora di servizio rispetto ai € 3,50/ora già concessi in ragione dell'accordo decentrato di qualche anno fa.
Questi 11 euro, tuttavia, non sono interamente disponibili per il sanitario perchè da essi bisogna detrarre non solo le ritenute irpef e le addizionali locali, ma in più rispetto al precedente accordo, anche la quota ENPAM.
I sindacati hanno così firmato un documento con cui si chiede un incontro urgente con l'assessore alla sanità, prof. Roberto Lagalla, controproponendo quote differenti: € 12,00/ora come indennità di emergenza, € 2,00/ora in più per festivi e notturni e € 50,00/ora di straordinario rispetto al monte ore individuale.
Contrariamente a quanto possa apparire, questo contratto non deve definire soltanto uno scatto economico di aumento rispetto al passato, ma definire l'adeguamento del settore, tenendo in buona sostanza conto di quanto viene percepito da un lato dai medici di emergenza sanitaria territoriale in altre regioni d'Italia e dall'altro da altre figure professionali, diverse dal medico di emergenza, impegnate nelle ambulanze (es. anestesisti, infermieri e altri specialisti).
Inoltre, la differenziazione tra turni notturni o festivi da un lato e turni diurni dall'altro corregge una strana anomalia che era già presente da tempo nei vari accordi nazionali: mentre il servizio di continuità assistenziale, da cui era stata praticamente copiata la parte economica per il settore emergenza, viene espletato nelle ore notturne e diurne festive e quindi non appariva ragionevole prevedere una doppia quota in ragione soltanto dell'orario di servizio istituzionale, il servizio di urgenza-emergenza 118 si esplica al contrario nelle 24 ore e desta sorpresa come tale differenziazione non sia stata operata già nella fase nazionale delle trattative.
Contiamo, comunque, in serata di disporre del documento firmato dalle organizzazioni sindacali con le richieste avanzate per il successivo incontro.