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I costi del 118. La parola agli infermieri
11.10.2008 - Servizio 118 e costi dell'emergenza sanitaria in Sicilia. Il punto di vista di un operatore del settore: -----------
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Gentile Direttore,
sono un infermiere che da otto anni fa parte del servizio 118 in incentivazione. Avendo letto qua e là varie considerazioni sulle cause del dissesto finanziario di codesto servizio, vorrei esternare anch’io qualche pensiero su quelle che (a mio parere) sono state le cause dello smisurato aumento della spesa sanitaria.
Certo è che, prima dell’avvento del S.I.S.E. la spesa sanitaria che riguardava il 118 era notevolmente al di sotto di quella attuale, il tutto aggravato dall’assunzione estemporanea di verificatori oltre i 3600 soccorritori già assunti. Quest’ultimi, dovevano essere 1800, ma chissà per quale gioco politico il numero è stato raddoppiato.
La cosa simpatica è che la politica in generale con le sue decisioni, crea il problema, poi addita agli altri la causa dello stesso. Nella delibera iniziale si parla di rianimatori ,infermieri , soccorritori e operatori radio, adesso solo i sanitari appaiono la causa di tutto. Ricordo a tutti che le 20 euro l’ora (lorde!) che noi infermieri percepiamo, sono molto al di sotto delle 30-35 euro del nostro tariffario.
La cosa ridicola è che il disegno di legge che gli onorevoli D’Antoni, Arena e Forzese hanno presentato, ci danno in alternativa agli o.s.s.s. (operatori socio sanitari specializzati) umiliando ancora una volta la categoria degli infermieri che ricordo per chi l’avesse dimenticato che ha questo titolo si accede con un corso universitario di tre anni( laurea di 1° livello).
Ricordo inoltre agli onorevoli firmatari del disegno di legge che, le competenze degli o.s.s.s. riguardo la somministrazione dei farmaci è di tipo orale o in alternativa intramuscolare (sempre sotto visione dell’infermiere). Pertanto, da solo, non può somministrare un bel niente. E se si dovesse incorrere in un paziente in shock ipovolemico non potrebbe essere trattato in quanto l’o.s.s.s. non può fare alcuna somministrazione, figuriamoci quella di infondere liquidi per via intravenosa. Pertanto la figura del terzo soccorritore non sarà diversa dai primi due.
Adesso facciamo due conti:
un infermiere in incentivazione in servizio presso una postazione costa alla regione 480 euro al giorno (20 euro x 24) e niente più. Totale 14.400,00 euro al mese;
una squadra d’infermieri d’istituto (almeno 5) costerebbero 11.500,00 euro circa.
Ma mentre per i primi non ci sono costi aggiuntivi, per gli infermieri d’istituto bisogna sommare 36 giorni di ferie cadauno, permessi retribuiti, malattie, infortuni, legge 104, assistenza a minori, vestiario, ect.ect. Mi chiedo, è qui il risparmio?
Ho un ultimo suggerimento da aggiungere, ogni anno vengono richieste dai vari uffici di avvocati migliaia di copie delle schede di centrale operativa, per scopi assicurativi. Se questa richiesta avesse un costo per l’utente (come quando si richiede la cartella sanitaria in ospedale), potrebbe esserci un ritorno economico, magari da investire sulla formazione degli operatori del 118.
Saluti
Carlo I.
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Gentile amico,
ne approfitto per rendere noto il testo dell'art. 20 che dovrebbe essere contenuto nel disegno di legge n. 248 presentato lo scorso 8 ottobre dall'assessore Russo recante il titolo "Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale".
In esso è chiaro che uno degli aspetti da riformare rispetto alla organizzazione attuale è proprio "l’espletamento delle attività di trasporto per l’emergenza-urgenza 118" per il quale vengono indicate linee ben precise.
Ecco il testo:
Art 20
(Rete dell’Emergenza – Urgenza)
1. Il sistema di Emergenza – Urgenza è articolato in:
a) sistema territoriale di emergenza: Postazioni di soccorso territoriale, Punti Territoriali di Emergenza (PTE);
b) sistema ospedaliero: Pronto soccorso ospedaliero (PS), Dipartimenti di Emergenza-Urgenza (DEU), dotato di strutture dedicate al Pronto Soccorso, all’accettazione ed al successivo trattamento dello stato di Emergenza Urgenza.
2. All’interno di ciascuno dei due bacini, nell’ambito territoriale di competenza, opera una Centrale operativa del SUES 118, dotata di risorse tecnologiche e professionali, che effettua il coordinamento del servizio e che accoglie ed autorizza le richieste per missioni di auto e/o elisoccorso primario e secondario, valutandone la criticità ed il grado di complessità in relazione alla tipologia dell’emergenza.
3. Il sistema di Emergenza - Urgenza assicura il coordinamento delle attività connesse ai prelievi ed ai trapianti di organi ed al trasporto di emergenza neonatale (STEN), favorisce l’integrazione con i Servizi di continuità assistenziale, si raccorda con la Protezione civile, si coordina con il Centro regionale dei trapianti, collabora con le Prefetture ed i Dipartimenti di prevenzione e di tutela dei luoghi di lavoro, partecipa alla stesura di piani di intervento sanitario delle maxi emergenze.
4. L’espletamento delle attività di trasporto per l’emergenza-urgenza 118 può essere assolto anche mediante affidamento a società a totale partecipazione pubblica regionale. L’affidamento del servizio, a seguito di gara pubblica ovvero in house, può riguardare l’intero territorio regionale o, separatamente, i singoli bacini.
5. E’ istituito il Comitato regionale per l’emergenza - urgenza, presieduto dall’Assessore regionale per la sanità, o da un suo delegato, e composto dai responsabili delle Centrali operative SUES 118, dai Direttori sanitari delle Aziende sede delle centrali operative e da due responsabili di DEU del bacino, designati dal medesimo Assessore, nonché dai referenti provinciali per il 118.
6. All’interno di ciascuna Azienda sanitaria provinciale il Direttore generale nomina il referente per il 118, con funzioni di coordinamento a livello aziendale e di raccordo con il responsabile della centrale operativa di bacino.
7. Con decreto dell’Assessore regionale per la sanità, da emanarsi entro 90 giorni saranno determinate modalità e forme di organizzazione e di gestione del servizio di emergenza-urgenza 118, ed in particolare adozioni di protocolli operativi finalizzati a garantire il coordinamento e l’indirizzo tra le centrali operative e tra queste e la rete assistenziale, nonché linee guida per la formazione e l’aggiornamento del personale.
MEDPRess.it
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