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Mercoledì, 8 settembre 2010  
 
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Visite domiciliari: «un’attività di scarsissimo valore ed utilità». La risposta del CIPe al Moige.
«Non esistono rischi nel trasferimento del bambino con febbre in ambulatorio mediante un adeguato mezzo di trasporto». Per i pediatri i «vantaggi della visita ambulatoriale sono innegabilmente preponderanti».
Visite domiciliari: «un’attività di scarsissimo valore ed utilità». La risposta del CIPe al Moige.
(fonte: internet)

Roma - La morte di un bimbo di Lecce per influenza A è stato «solo uno degli ultimi casi di decesso che ha avuto come vittima un minore ed è quindi intuibile lo stato di allarme in cui versano i genitori italiani». E' quanto ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, il Movimento Italiano Genitori, una associazione di promozione sociale impegnata nell'ambito sociale ed educativo le cui attività sono rivolte alla tutela dei diritti dei genitori e dei minori.
«La situazione - ha continuato la Munizzi - è aggravata anche dal fatto che sono ancora troppi i pediatri che rifiutano di effettuare visite a domicilio quando richieste dai genitori, preoccupati di salvaguardare la salute dei propri figli».
«In un momento di emergenza come questo - ha concluso Maria Rita Munizzi - non sono sufficienti i consigli dei pediatri forniti telefonicamente o attraverso i media, ma è necessario stare accanto alle famiglie, supportandole concretamente nella cura dei bambini anche effettuando un numero maggiore di visite a domicilio».
Non è tardata la replica dei pediatri che con una nota del C.I.Pe., la Confederazione Italiana Pediatri, ha espresso sorpresa per il tenore di tali dichiarazioni.
«La C.I.Pe. - si legge nel comunicato diffuso nella giornata di ieri - giudica sorprendente che la Presidente nazionale di un'Associazione di genitori (la MOIGE, ndr) disconosca proprio in questa occasione il ruolo insostituibile della categoria dei Pediatri di Famiglia, peraltro riconosciuto da tutte le più recenti indagini indipendenti, e si arroghi un ruolo che non le compete nel giudicare la correttezza o meno di un atto medico, quale è la scelta di visitare un bambino in ambulatorio o a domicilio».
«Il ruolo del Pediatra di Famiglia - prosegue il comunicato - prevede attività continue di diagnostica, counseling e terapia, oltre che amministrative, che per essere bene svolte hanno bisogno di essere esercitate con molto tempo a disposizione, e quindi senza la pressione di urgenze che non siano più che giustificate».
E a proposito delle visite domiciliari il C.I.Pe. si esprime dichiarando come «la visita domiciliare è, per consenso internazionale, un’attività di scarsissimo valore ed utilità, sia perché, con rarissime eccezioni, non esistono affatto rischi nel trasferimento del bambino febbrile in ambulatorio mediante un adeguato mezzo di trasporto, sia perchè i vantaggi della visita ambulatoriale in caso di febbre – in termini di rapidità di esecuzione, di possibile diagnostica e supporto di informazioni – sono innegabilmente preponderanti».
Nondimeno i pediatri tengono a precisare che «diffondere a mezzo stampa informazioni gravemente distorte circa il ruolo assistenziale del Pediatra di Famiglia mette in pericolo il rapporto di fiducia medico-genitore e con esso la struttura assistenziale costruita in anni di impegno e di esperienza».

 
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