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Governo clinico come promozione della qualità
Il ministro della salute in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera e alla Commissione Igiene e sanità del Senato
Governo clinico come promozione della qualità

Roma, 25.01.2007 - Il ministro della salute, Livia Turco, d'intesa con le Regioni e gli ordini professionali, è alle prese con la preparazione di un disegno di legge sul "Governo clinico e l’ammodernamento del sistema sanitario". E' questa una delle priorità annunciate dal ministero per il 2007 nelle audizioni alla Commissione Affari sociali della Camera e alla Commissione Igiene e sanità del Senato sugli orientamenti programmatici del dicastero della salute tenutosi il 23 gennaio.
Altro tema in agenda è l'indagine conoscitiva sulla situazione igienico - strutturale degli ospedali italiani e in modo particolare sul rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza ed igiene nelle strutture sanitarie del SSN.
Il governo clinico come strumento di promozione della qualità - sostiene il ministro - deve riguardare ospedale e territorio. Tra i punti elencati durante l'audizione vi è ad esempio la necessità di adottare percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali costruiti sulla appropriatezza, l'innalzamento dei livelli di sicurezza delle prestazioni mediante l'adozione di misure in grado di prevenire il rischio di errore medico e infine l'urgenza di costruire il secondo pilastro della sanità pubblica, vale a dire la medicina del territorio. Viene infatti ribadita la necessità di promuovere le cure primarie con la continuità della assistenza nell'arco delle 24 ore per tutti i giorni della settimana.
E' stata inoltre sottolineata l'urgenza di modificare gli indicatori che normalmente vengono utilizzati per valutare l'efficacia di una misura professionale; in modo particolare è meglio abbandonare gli indicatori basati sulla semplice sommatoria delle prestazioni erogate e adottare sistemi di valutazione che tengano conto dell'esito e del raggiungimenti degli obiettivi.
Non si poteva in questo contesto non tener conto anche della necessità di incrementare il livello di trasparenza del sistema, a cominciare dalla valutazione del merito professionale e dalla ridefinizione delle norme che regolano il reclutamento dei dirigenti e le loro carriere. Ciò - afferma il ministro - è una «condizione imprescindibile per assicurare alla sanità pubblica le migliori competenze, rilanciare le politiche del personale, incidere sul rapporto perverso tra sanità e cattiva politica, ridare fiducia ai cittadini».
Nella seconda metà del 2006 sono stati tenuti un insieme di incontri con la dirigenza medica e veterinaria, con gli ordini professionali e con i medici di medicina generale. L'ultimo incontro del 23 gennaio è stato proprio con i medici di medicina generale, con i pediatri di libera scelta, gli specialisti convenzionati e con i medici della continuità assistenziale e del 188.

Circa la situazione igienico - strutturale degli ospedali italiani, questa è stata nei giorni scorsi oggetto di attività ispettiva condotta dai Carabinieri dei NAS che tra l'8 e il 9 gennaio hanno sottoposto a setaccio 321 ospedali su un totale di 672, esaminando in particolare 89 nosocomi al Nord, 113 al Centro e 199 al Sud. Le ispezioni erano rivolte a verificare l'eventuale presenza di carenze igieniche e strutturali, il rispetto delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, le eventuali irregolarità di tipo assistenziale, la conservazione e la custodia dei farmaci, lo smaltimento dei rifiuti speciali e non ultimo l'eventuale presenza di fenomeni di assenteismo. L'indagine ha dunque riguardato quasi la metà degli ospedali italiani e i risultati sono disponibili al seguente indirizzo (vedi). Il ministro ha comunque formulato una interpretazione valutativa in buona sostanza positiva: oltre il 46% delle strutture sanitarie non presentavano irregolarità, oltre il 36% presentavano violazioni solo di natura amministrativa, mentre il restante 17% presentava irregolarità per le quali secondo la legge era obbligatorio procedere alla segnalazione alla Autorità Giudiziaria. Una nota finale di ottimismo è emersa alla fine quando il ministro ha voluto precisare che nel complesso non sono pregiudicati i livelli di qualità e di sicurezza delle prestazioni sanitarie che vengono erogate al cittadino.

 
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