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Il Ministro Turco scrive a Rossi e Rossi risponde
Rossi risponde: decisivo organizzare in un unico dipartimento l’attività dei Pronto soccorso e del 118.
Il Ministro Turco scrive a Rossi e Rossi risponde

Roma, 30.01.2007 - In relazione ai recenti episodi di "disfunzione" nei pronto soccorsi italiani, di cui si sono occupati di recente gli organi di stampa, il Ministro Turco scrive al Coordinatore degli Assessori alla Sanità delle Regioni, Enrico Rossi.
Il ministro scrive: «Appare pertanto opportuno che siano adottati da parte delle Regioni provvedimenti cogenti che garantiscano la massima integrazione tra ospedale e territorio e che siano finalizzati a superare quelle che appaiono come interpretazioni eccessivamente rigide dei protocolli di pronto soccorso».
Conclude infine auspicando un confronto urgente tra Governo e Regioni «che ponga al centro l’esame dell’attuale situazione dei servizi di emergenza a 10 anni dalla loro effettiva attivazione, dal quale scaturiscano indirizzi e protocolli operativi che consentano un migliore funzionamento del “Sistema di emergenza-urgenza sanitaria” nelle sue molteplici articolazioni» (Fonte: Comunicato stampa -29 gennaio 2007).

L'assessore Rossi risponde alla lettera del ministro (Fonte: "Toscana informa" notizie dalla Giunta regionale - 29 gennaio 2007) e interviene sul tema dei servizi di emergenza-urgenza con queste dichiarazioni:

«Gli episodi riferiti oggi dalla stampa creano una comprensibile apprensione e uno stato di disagio nella pubblica opinione. La sanità, per sua natura, si occupa di temi delicati, che hanno a che fare con la vita e con la morte delle persone. Pochi minuti e una decisione presa in un senso o in un altro possono decidere della vita di una persona. In questo senso è bene che le notizie riportate vengano verificate, anche allo scopo di evitare allarmismi ingiustificati e giudizi sommari».

«Se i fatti di cui leggiamo fossero avvenuti così come raccontati dai media, nessun regolamento, giusto o sbagliato che sia, potrebbe essere preso a pretesto per giustificare una omissione di soccorso da parte di un medico a una persona che sta morendo. Prima di ogni regolamento c’è la responsabilità personale ed etica di ogni individuo, in particolare dei medici e del personale sanitario. Per questo ritengo importante accertare come si sono svolti effettivamente i fatti».

«Quanto alle procedure ha ragione il ministro. E’ opportuno ridefinire indirizzi e protocolli operativi che consentano su tutto il territorio nazionale un migliore funzionamento del sistema dell’emergenza-urgenza sanitaria. Un importante lavoro in questo senso è quello svolto della commissione tecnica permanente interregionale sull’emergenza-urgenza, che non a caso è presieduta proprio dalla Regione Piemonte, per definire linee di indirizzo organizzative per il buon funzionamento dei Pronto soccorso e del 118 e per una integrazione dei percorsi territoriali e ospedalieri».

«Ma oltre a ciò ritengo siano assolutamente prioritarie due scelte politiche che devono riguardare una intesa tra governo e Regioni. In primo luogo è decisivo organizzare all’interno di un unico Dipartimento l’attività del personale medico e infermieristico che opera nei Pronto soccorso e nel 118, allo scopo di garantire una assoluta continuità in ogni fase degli interventi di emergenza-urgenza. In secondo luogo istituire quanto prima, d’intesa tra Ministero della salute, Università e Regioni, presso le Facoltà di Medicina, la Scuola di Specializzazione in emergenza-urgenza, la cui mancanza nel nostro paese rappresenta una carenza grave nel panorama europeo. Proprio per coprire questa carenza una Regione come la Toscana ha pensato di svolgere, d’intesa con l’Università, propri corsi di formazione che si sono avvalsi della consulenza dell’Università di Harward, che può ritenersi un punti di eccellenza internazionale in questo settore. In ogni caso se il ministro della salute lo riterrà opportuno, sui punti enunciati e in particolare sull’organizzazione del Dipartimento unico emergenza-urgenza e sulla istituzione della Scuola di Specializzazione, in tempi brevi si potrà delineare un protocollo operativo tra governo e Regioni».

Intanto sui recenti fatti di cronaca il Ministro della Salute interviene come ospite in studio a "Tg3 Primo piano" in onda su RaiTre il 29/01/2007. Esiste in Italia tanta buona sanità, ma aggiunge: «Non possono più capitare cose di questo tipo, perché questo significa fare un torto a questo Paese (n.d.r. fa riferimento a Federica, la ragazza di Vibo Valentia deceduta durante un intervento di appedicectomia)».

 
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