In Sicilia lo SMI proclama lo stato di agitazione
Notevole il ritardo della definizione dell'accordo integrativo regionale per la continuità assistenziale.
Palermo, 05.02.2007 - Il notevole ritardo lamentato in Sicilia per la conclusione dei lavori contrattuali tra OO.SS. e Assessorato alla Sanità nella definizione dell'Accordo Integrativo di Continuità Assistenziale, attualmente fermi, nonché per le molteplici contraddizioni esposte dalla Regione e denunciate dallo SMI durante i precedenti incontri, ha indotto il Sindacato dei Medici Italiani a proclamare lo stato di agitazione della categoria.
In un comunicato stampa diffuso sabato scorso, lo SMI, già CUMI-Aiss e oggi Sindacato dei Medici Italiani della regione siciliana, ha denunciato per bocca dei suoi rappresentanti di settore, Cosentino e Angileri, la scarsa chiarezza manifestata dalla parte pubblica circa il destino del servizio di continuità assistenziale: si va dalla paventata chiusura dei presidi al loro mantenimento in vita, dalla loro riduzione fino alla definizione di un plus orario poco chiaro e male applicato.
E mentre altre organizzazioni sindacali temono che si debba procedere a tappe mediante la pubblicazione di decreti assessoriali contenenti di volta in volta i punti e le questioni per i quali è stata trovata una intesa con la Regione, lo SMI non ci sta e dichiara lo stato di agitazione.
Viene inoltre denunciata la mancata pubblicazione, ad oggi, delle zone carenti di continuità assistenziale, la non uniforme applicazione del servizio di reperibilità, la distribuzione delle ambulanze di 118 non medicalizzate nei presidi di continuità assistenziale ponendo questi medici, non sempre in possesso delle competenze previste dalla legge, di fronte a problematiche di natura medico-legale non sempre chiare.