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Accordi integrativi solo in 11 regioni
L'integrazione della convenzione nazionale siglata il 23 marzo 2005 è avvenuta solo in 11 regioni. In un caso (Bolzano) non viene riconosciuto l'ACN.
Accordi integrativi solo in 11 regioni

Roma, 22.02.2007 - Dopo 22 mesi dall'entrata in vigore del nuovo accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti dei medici di medicina generale, di pediatria di libera scelta e della specialistica ambulatoriale, la Sisac ha effettuato lo scorso mese di gennaio una attenta analisi della applicazione degli accordi collettivi nazionali soprattutto in relazione con quella parte dell'accordo che prevede la stipula a livello locale di accordi integrativi regionali.
L'amaro esito è stato l'aver riscontrato che solo 11 regioni su 20 hanno assolto in parte il compito, mentre addirittura una (la provincia autonoma di Bolzano) non applica neanche l'accordo nazionale.
Ma la Sisac è andata oltre, scavando nella sua analisi alla ricerca delle cause che stanno alla base della non conclusione della gran parte degli accordi e ci si è accorti che le principali cause vanno ricercate nell'onere economico che queste richiedono e nella cattiva situazione finanziaria delle regioni, ma in alcuni casi viene anche riferita la rottura delle trattative in alcuni tavoli su questioni, aspetti o punti specifici che rendono distanti le organizzazioni sindacali dalla parte pubblica.
E' però da segnalare che tra l'entrata in vigore dell'ACN (marzo 2005) ed oggi ci sono state diverse tornate elettorali nazionali e regionali, che hanno sicuramente contribuito a rallentare un già difficile percorso politico e sindacale.
Dalla scheda sottostante emerge in modo particolare che sono nove le regioni che non hanno ancora concluso le trattative, rappresentano di fatto quasi il 50% dell'intera popolazione nazionale e ben sei sono regioni del Sud.
Delle 11 regioni che invece hanno siglato gli accordi emerge una certa varietà negli obiettivi prefissati, ma elemento comune è in genere lo sviluppo della medicina associata (medicina in rete e di gruppo) o organizzazioni in equipe.
Sembra più evidente l'interesse a costruire una integrazione tra gli stessi medici di medicina generale attraverso lo sviluppo della medicina in rete o di gruppo piuttosto che lo sviluppo di una integrazione con gli altri servizi del servizio sanitario regionale; stenta, dunque, il decollo delle UTAP e dei Nuclei di Cure Primarie che erano state auspicate dalla conferenza Stato-Regioni del luglio 2004 e previste ottimisticamente dall'accordo nazionale vigente.
Male anche per quanto riguarda l'informatizzazione degli studi medici e del loro rapporto digitale con il servizio sanitario regionale, che invece era particolarmente caro all'accordo nazionale.

Accordi integrativi regionali
Regione Medicina Generale Specialistica Ambulatoriale Pediatria di libera scelta
Abruzzo  
Basilicata      
Calabria    
Campania      
E. Romagna  
Friuli V.G.  
Lazio
Liguria    
Lombardia      
Marche      
Molise      
Piemonte  
Puglia      
Sardegna      
Sicilia    
Toscana    
Umbria    
Valle d'Aosta    
Veneto
Pr. Aut. Trento    
Pr. Aut. Bolzano Non applica l'ACN    
Totale 11 6 4

 
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