Sicilia. Atto di indirizzo per la politica sanitaria
I medici di continuità assistenziale nei pronto soccorso per i codici bianchi. «E’ il D-Day della guardia medica» afferma la FIMMG-CA. Entro l’anno riduzione dei posti letto per acuti. Tetti di spesa per i MMG. Controlli per i medici prescrittori.
Palermo, 28.02.2007 - L'Assessore regionale alla sanità siciliana, Roberto La Galla, ha reso noto sulle pagine del suo rinnovato sito internet l'«atto di indirizzo per la politica sanitaria del triennio 2007-2009 e per l'aggiornamento del piano sanitario regionale».
Dopo una attenta lettura del documento, i timori che le principali organizzazioni sindacali di settore, con la FIMMG in testa, avevano espresso da tempo per gli interventi programmati nel settore della rete di emergenza/urgenza e la continuità assistenziale, potrebbero avversarsi.
Ma andando con ordine, e riassumendo i punti salienti delle 23 pagine del testo (che riportiamo integralmente nel link in calce), è possibile sottolineare alcuni punti.
--------------------------------
Obiettivi generali
Contenimento della spesa e suo monitoraggio, informatizzazione dell'amministrazione regionale e introduzione di metodiche gestionali sul modello del risk management. Sono questi gli obiettivi prioritari che l'Assessorato si pone per il prossimo triennio. Nelle considerazioni preliminari infatti viene denunciato il peggioramento della situazione finanziaria che si manifesta con un differimento medio dei pagamenti alla Sicilia da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze di almeno un esercizio finanziario, se non di più.
Prioritario è dunque il contenimento della spesa, nonostante risulti che la spesa pro-capite in Sicilia sia lievemente inferiore rispetto alla media nazionale. Ma ciò comporta la necessità che le strategie e le politiche di intervento devono essere rivolti verso l'efficacia e l'efficienza della spesa prima della sua riduzione.
Il raggiungimento di questi obiettivi deve comunque passare attraverso il dialogo e il confronto con le parti sociali e tutti gli attori del servizio sanitario regionale. Si ammette comunque la presenza di disfunzioni organizzative e ritardi operativi che sono alla base di maggiori fabbisogni economici senza peraltro fornire servizi adeguati per qualità e continuità.
Ma l'empirico e stridente contrasto tra qualità dei servizi erogati e costi relativi non possono essere verificati in assenza di un meccanismo di monitoraggio della spesa sanitaria, e quest'ultima dunque sarà un aspetto che verrà sottoposto a riorganizzazione.
--------------------------------
La rete dell'emergenza territoriale e la continuità assistenziale
Sebbene l'apparente e capillare distribuzione delle ambulanze sul territorio regionale possa apparire tranquillizzante, in realtà solo un terzo di esse è medicalizzata (cioè con personale medico a bordo) e ancora meno sono quelle con personale infermieristico.
Obiettivo da raggiungere è dunque l'estensione della medicalizzazione attraverso sistemi di incentivizzazione e riqualificazione dei medici da incaricare facendoli provenire principalmente dai servizi territoriali e dalla guardia medica.
Altro obiettivo è la copertura, con meccanismi di incentivizzazione simili dell’organico infermieristico previsto in dotazione delle ambulanze di soccorso.
In considerazione che gran parte degli accessi non programmati in strutture di emergenza avvengono in situazioni di non reale situazione di urgenza, situazioni che potrebbero essere sostenute e trattate dalla guardia medica o dalla medicina del territorio, sono state avanzate alcune proposte che fanno già discutere. Si propone cioè una "più idonea distribuzione" delle guardie mediche, mediante "l’adozione di una strategia di affiancamento delle postazione di guardia medica alle unità di emergenza/urgenza delle strutture ospedaliere, con l’intento di assicurare un separato canale di smaltimento delle richieste di intervento caratterizzate da codici di accesso a basso o nullo rischio clinico". In altre parole spostare le guardie mediche a ridosso dei pronto soccorso per trattare i codici bianchi.
Non vengono escluse nemmeno la riproposizione del "ticket" per le prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.
Infine per favorire la decongestionamento delle aree ospedaliere di emergenza/urgenza è prevista l’estensione della disponibilità oraria dei medici di medicina generaòe nelle ore diurne (h. 12), grazie al ricorso all’associazionismo professionale.
| Area
emergenza-urgenza: la ricetta della
regione |
|
Nello schema le cinque le misure
contenute nell'atto di indirizzo per la
politica sanitaria a favore della rete
dell'emergenza territoriale e la
continuità assistenziale. |
|
 |
 |
 |
| 1. |
Ambulanze del SUES 118 |
Completamento della
presenza dei medici nelle ambulanze del
SUES 118 dislocate nel territorio della
regione e del relativo personale
infermieristico, ricorrendo in
particolare alla applicazione di sistemi
di incentivizzazione e proseguendo nella
riqualificazione dei medici
principalmente provenienti dalla guardia
medica. |
| 2. |
Guardie mediche |
Razionalizzazione del
servizio di continuità assistenziale
mediante una più idonea distribuzione
dei presidi. |
| 3. |
Codici bianchi |
Spostamento di alcuni
presidi di guardia medica nei pressi dei
pronto soccorso per assicurare lo
smaltimento delle richieste di
intervento caratterizzate da codici di
accesso a basso o nullo rischio clinico
(codici bianchi). |
| 4. |
Ticket di pronto
soccorso |
Riproposizione dei
ticket per le prestazioni di pronto
soccorso non seguite da ricovero. |
| 5. |
Medici di famiglia |
Estensione della durata
della reperibilità dei medici di base
per tutte le ore diurne favorendo i
sistemi di associazionismo
professionale. |
|
Rete ospedaliera pubblicabr/>
Alcuni degli interventi programmati per la rete ospedaliera pubblica sono i seguenti: è prevista entro il 31.12.2007 la riduzione dei posti letto per acuti adeguandoli agli standard nazionali (4,5 posti letto ogni 1000 abitanti), la riconversione di parte dei posti letto in interventi sanitari di tipo riabilitativo o di luongodegenza, la centralizzazione dei servizi di manutenzione e fornitura dei servizi generali, la revisione delle modalità di utilizzo dei posti letto in day-hospital, la verifica dei livelli di inappropriatezza dei ricoveri e azioni orientate ad accertare la giustificazione clinica degli stessi.
--------------------------------
Assistenza territoriale
L'assistenza territoriale è affidata alla azione manageriale delle nove ASL siciliane, le quali estendono il loro campo d'azione non solo sul territorio, ma anche sui presidi ospedalieri che non sono costituiti in aziende autonome. Da qui la previsione, tutta da verificare, di poter forse un giorno pensare allo scorporo da queste ultime dei presidi ospedalieri.
In ogni caso gli interventi relativi al governo sanitario del territorio si pongono i seguenti obiettivi:
- censimento e quantificazione delle prestazioni sanitarie ambulatoriali, erogate sul territorio, individuando standard minimi, al di sotto dei quali è possibile procedere alla "rifunzionalizzazione";
- potenziamento dell'assistenza sanitaria a domicilio o in strutture "paraospedaliere";
- incentivizzazione dell'associazionismo dei medici di medicina generale per ottenere la reperibilità medica nelle ore diurne e la possibilità di poter eseguire le più elementari prestazioni diagnostiche già in ambulatorio per un corretto inquadramento clinico delle patologie di più frequente riscontro;
- rilancio delle campagne di prevenzione sanitaria e oncologica.
--------------------------------
Spesa farmaceutica
In Sicilia la spesa farmaceutica è definito come "un aggregato tendenzialmente fuori controllo" e si punta il dito contro la prescrizione inappropriata. Né è sempre possibile adottare la politica dei ticket per il contenimento della spesa; in Sicilia infatti a causa di un più basso reddito pro-capite (con un maggior numero di esenti rispetto ad altre regioni con reddito pro capite maggiore) rende non sempre efficace l'adozione di tale misura.
Le proposte dell'Assessorato sono dunque rivolte verso:
- l'intensificazione, "anche mediante protocolli con Istituzioni dello Stato" (la guardia di Finanza?), del monitoraggio sulle prescrizioni e sui consumi;
- il raggiungimento in breve tempo degli standard informatici in grado di "leggere", per ogni prescrittore e per ogni utente, l’andamento individuale della spesa farmaceutica e, in generale, delle prescrizioni a carico del SSR;
- la verifica di eventuali attribuzioni ai Medici di medicina generale di tetti di spesa per il consumo farmaceutico;
- la individuazione, con utilizzo della carta sanitaria individuale (già in distribuzione presso la popolazione), del numero massimo di farmaci prescrivibili per ogni assistito, stabilendo opportune ed estensive deroghe per i pazienti certificati come cronici;
- l'incoraggiamento del ricorso ai farmaci "equivalenti" al posto dei più costosi farmaci di "marca".
--------------------------------
La reazione della FIMMG non si è fatta attendere e in un comunicato stampa, Stefano Leonardi, segretario provinciale della FIMMG-CA di Messina, bolla questi propositi dell'assessorato, almeno per la parte che interessa il servizio di continuità assistenziale, come il D-Day della guardia medica. «Mentre nel resto d’Italia - dichiara Leonardi - si riflette per una rifondazione della medicina generale in cui è previsto un maggiore impegno della continuità assistenziale in forme di associazione con la medicina di famiglia per garantire un'assistenza h24, la Sicilia, in controtendenza, vuole spostare i medici di continuità assistenziale nei pronto soccorso... ''con l’intento di assicurare un separato canale di smaltimento delle richieste di intervento caratterizzate da codici di accesso a basso o nullo rischio clinico''».