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Prioritaria la ristrutturazione dell'emergenza
Sul tavolo delle regioni il «Piano di miglioramento del territorio e dell'ospedale»
Prioritaria la ristrutturazione dell'emergenza

Roma, 05.03.2007 - Si chiama «Piano per il miglioramento del sistema di emergenza-urgenza» ed è stato predisposto dal Ministero della Salute con il preciso obiettivo di ottenere il miglior servizio possibile in materia di emergenza sanitaria territoriale. Il piano è già stato consegnato alle Regioni e da questi il Ministero attende il giudizio e le controproposte.
La realizzazione di questi obiettivi prevede la partecipazione di diversi attori, che con compiti diversi, devono necessariamente interagire e superare tutti gli scoordinamenti che spesso si manifestano nei vari livelli nella fitta rete della emergenza-urgenza.
In questo contesto a ciascuno il suo. Il Ministero della salute ha il compito di verificare che le prestazioni erogate rientrino nei già noti LEA. Le Regioni devono attuare le strategia per soddisfare la domanda di salute dei cittadini e definire gli obiettivi. Le Aziende sanitarie locali raggiungono gli obiettivi e valutano attraverso gli indicatori l'efficacia delle misure adottate. I sindaci dei comuni, quali primi responsabili della salute dei propri concittadini, interagiscono con i responsabili delle strutture sanitarie e degli enti politici ai vari livelli per segnalare i bisogni della popolazione.
In questa fitta rete è stata ribadita la necessità di realizzare un sistema informatico in grado di registrare tutte le varie tappe che conducono il paziente dal territorio all'ospedale, ma non ultimo particolare importanza viene ovviamente data al personale che di fatto è poi coinvolto nel sistema di emergenza-urgenza.
Principalmente sono tre le figure professionali: il medico dell'emergenza sanitaria, l'infermiere che opera nell'ambito del sistema di emergenza e gli autisti-soccorritori.
Per il medico è necessario realizzare una specializzazione in Medicina d'Urgenza in grado di definire questa figura professionale e per la quale non sono più tollerabili ulteriori ritardi. Ma nell'attesa che le Università sfornino i nuovi specialisti si rendono necessari interventi per eseguire il retraining del personale medico già operativo sul territorio.
Per il personale infermieristico è stata disegnata una figura professionale particolare che comprende l’attuazione di procedure operative necessarie per poter intervenire direttamente - in accordo con la centrale operativa - nella gestione del soccorso, nonché nell'uso di attrezzature e presidi sanitari specifici.
Infine gli autisti-soccorritori, che pur non essendo personale sanitario, devono essere dotati delle qualifiche e della formazione professionale per poter operare nei diversi livelli del sistema soccorso, dalla centrale operativa all'ambulanza dislocata sul territorio. Ma oltre ai percorsi formativi si rendono necessari anche concorsi di idoneità.

I livelli minimi di risposta da parte del sistema di emergenza-urgenza prevedono, secondo il piano, una suddivisione del territorio in 4 grossi gruppi. Il primo gruppo (Zona 1) è relativo alle aree con elevata densità di popolazione per i quali i livelli minimi prevedono la postazione di ambulanza e il punto di primo intervento. Il secondo gruppo (Zona 2) è relativo ad aree con densità di popolazione medio-alta nei quali verrebbero previsti i medici di base e i medici della continuità assistenziale. Per la Zona 3 (area con popolazione a densità medio-bassa) il livello minimo è costituito dall'infermiere e dal personale di volontariato, ed infine per la Zona 4 (area a scarsa densità di popolazione) verrebbe introdotta una figura professionale di origine anglosassone, i «first responder», personale laico addestrato per l'esecuzione di manovre di emergenza.
Questa in linea di massima i contenuti del piano per ciò che riguarda la parte territoriale del sistema di emergenza-urgenza, ma sono previsti anche piani per il trattamento extra-ospedaliero di infarto, ictus e traumi attraverso la costituzione di catene di soccorso che conduca il paziente dal territorio all’ospedale.

 
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