Ed. del 22.11.2009 - I Fatti - pag. 10 Antonio Fiasconaro
INFLUENZA A. La situazione nel Paese: ieri altre due vittime
«Anche in Italia mutazioni ma non sono rilevanti»
«Il rischio è il riassortimento con l’aviaria»
PALERMO. È guardia alta nel mondo e anche
in Italia dopo l’annuncio da parte
dell’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms) che mutazioni del virus
A/H1N1 dell’influenza A sono state rilevate
in tre casi in Norvegia ed in alcuni
altri casi sporadici in vari Paesi.
ALTRE DUE VITTIME IN ITALIA. Un uomo
di 44 anni, risultato positivo al test
dell’influenza, è morto nell’ospedale di
Catanzaro, dove era stato ricoverato un
mese fa nel reparto di malattie infettive.
E all’ospedale San Martino di Genova è
deceduto un uomo di 50 anni ricoverato
giorni fa per le complicazioni seguite
all’affezione influenzale di tipo A.
IN SICILIA. Arriveranno domani all’Istituto
Zooprofilattico di Palermo altri
63.200 dosi di cui 30.251 destinate alla
Sicilia Occidentale (15.624 Asp 6 Palermo,
5.724 Asp 1 Agrigento, 3.425 Asp 2
Caltanissetta e 5.478 Asp 9
Trapani), altre 32.949 per la
Sicilia Orientale destinate all’ospedale
Cannizzaro
(13.595 Asp 3 Catania, 8.218
Asp 5 Messina, 5.036 Asp 7
Siracusa, 3.918 Asp 8 Ragusa,
2183 Asp 4 Enna).
Con la quinta distribuzione
sono saliti a 326.746 le dosi
finora assegnate dal ministero
della Salute alla Sicilia che,
com’è noto, riceverà in totale
entro la fine di dicembre
701.000 dosi.
Così come annunciato dal
viceministro della Salute, Ferruccio Fazio
a Cefalù, giovedì scorso, quello che
preoccupa è la mutazione del virus: «Se
dovesse "sposarsi" con l’aviaria o con
altri virus particolari che sono diffusi in
ambito asiatico – ha detto Fazio – c’è
davvero da preoccuparsi e soprattutto
per le categorie dei soggetti più giovani.
Ecco perché tra una decina di giorni
provvederemo a dare il via libera in tutte
le stazioni vaccinali del Paese alla vaccinazione
di massa per i soggetti di età
compresa tra i 6 mesi ed i 27 anni di età
che non presentano patologie. Cioè soggetti
sani».
Intanto, sono migliorate anche se rimane
la prognosi riservata le condizioni
della mamma di Caltagirone ricoverata
all’Ismett e sottoposta ad Ecmo (assistenza
di ossigenazione extracorporea).
Miglioramenti anche per la giovane donna
Trapani e dell’uomo di Modica entrambi
in terapia antivirale. Gravi invece,
le condizioni dell’altra mamma, quella di
Siracusa ancora in Ecmo e di Salvatore
Cuzzocrea, medico messinese e figlio di
Diego ex rettore della città dello Stretto.
«ANCHE DA NOI MUTAZIONI». Anche
in Italia sono state rilevate alcune mutazioni
del virus A/H1N1, ma non si tratta
di mutazioni «rilevanti» in quanto non
inficiano né l’efficacia del vaccino antipandemico
disponibile né indicano una
acquisita maggiore virulenza del virus. A
spiegarlo è la responsabile del Centro
nazionale influenza dell’Istituto superiore
di sanità (Iss) e coordinatrice della
rete dei laboratori Influnet, Isabella Donatelli.
L’andamento del virus H1N1, ha
detto, è in ogni caso sotto i riflettori della
rete nazionale dei laboratori-sentinella
Influnet (23 in tutta Italia), e se altri
tipi di mutazioni dovessero verificarsi,
sarebbero rilevate dai laboratori entro
i tempi tecnici necessari per le analisi,
ovvero 2-3 giorni.
SEMPRE VALIDI VACCINO E FARMACI.
Si tratta di una mutazione «sporadica e
spontanea», ha confermato oggi il direttore
generale Prevenzione e sanità del
ministero del Welfare, Fabrizio Oleari.
«Abbiamo verificato con l’Oms - ha aggiunto
- che anche il virus nella forma
modificata mantiene sostanzialmente
la sua sensibilità ai farmaci antivirali e il
vaccino mantiene la sua efficacia».
REBUS AVIARIA. La mutazione
del virus «non è necessariamente
associata al fatto
che il virus possa essere diventato
più aggressivo o pericoloso
», tant’è che essa è stata
osservata sia in casi lievi
che gravi. Dunque, per ora
non ci sarebbero pericoli, ma
la guardia resta «alta», ha confermato
anche la virologa Ilaria
Capua, dell’Istituto zooprofilattico
sperimentale delle
Venezie di Legnaro (Padova).
Il monitoraggio, ha aggiunto,
è «fondamentale, perché
non si può escludere il verificarsi di
nuove mutazioni del virus eventualmente
più pericolose». Un altro rischio,
ha inoltre sottolineato, è quello di un
«riassortimento del virus A/H1N1 con il
virus H5N1 dell’influenza aviaria, perché
in questo caso si determinerebbe un
nuovo virus con ogni probabilità molto
aggressivo, data l’alta aggressività di
H5N1».