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La Repubblica - 24.11.2009
Ed. del 24.11.2009 - Palermo - pag. IV
Sonia Papuzza
Il professor Francesco Vitale esclude che la tragedia si possa ricondurre alla somministrazione della dose
L'esperto: "Tranquilli, nessun rischio nel siero c'è solo una proteina innocua"
VACCINO sì,vaccino no. Dopo la morte della donna di Agrigento che si era appena fatta iniettare il siero, i dubbi sul da farsi, già forti fra medici e gente comune, crescono e rischiano di sfociare in psicosi. Ma è possibile che la morte della donna sia stata causata dal vaccino? Lo esclude con decisione Francesco Vitale, docente di Igiene e Medicina preventiva nonché coordinatore siciliano della rete Influnet: «Pur non avendo esaminato il caso in questione - dice - devo escludere che il decesso sia collegato al vaccino».
Come fa a esserne così sicuro?
«Nel vaccino non c'è il virus per intero. Viene immesso nel siero soltanto l'antigene dell'emaglutinina, una proteina del virus che da sola è del tutto innocua perché dal punto di vista biologico è inerte. La sua unica funzione è quella di attivare il sistema immunitario. In pratica, non si inietta il virus vero e proprio ma un suo elemento esterno che provoca la reazione del sistema, senza la pericolosità del virus».
La donna agrigentina è arrivata in ospedale con l'influenza A. Il vaccino può non avere avuto effetto, essere stato cioè inutile?
«La signora è stata sfortunata. Evidentemente aveva già contratto il virus prima di vaccinarsi. Quandol'influenza A si è manifestata, ha coinvolto anche l'apparato respiratorio. Il fatto è che la risposta immunitaria determinata dal vaccino arriva dopo circa sette o dieci giorni da quando viene inoculato. E protegge dai contagi che arrivano dopo quella data. Ma se il virus è già nel corpo prima della somministrazione del siero, non c'è molto da fare». Il vaccino può aggravare la manifestazione del virus? «No, è escluso. Ripeto, è solo una sub-unità, un antigene esterno».
Quali sono le controindicazioni del vaccino?
«Oltre a eventuali arrossamenti e bruciori, può provocare una reazione febbrile che però non è causata dall'agente infettivo: è di tipo specifico, dovuta a uno qualsiasi dei componenti del prodotto. Come in qualsiasi altro caso di vaccino».
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