Ed. del 22.01.2010 - I Fatti - pag. 10 Giancarlo Cologgi
Sclerosi multipla farmaco per via orale «blocca» la malattia
Due studi. Hanno partecipato anche ricercatori italiani.
ROMA. Significativo passo avanti
nella lotta alla sclerosi multipla, grave
malattia neurodegenerativa del
sistema nervoso centrale che colpisce
in tutto il mondo oltre 2,5 milioni
di persone e 57mila in Italia: è in
arrivo un nuovo farmaco, per la prima
volta somministrabile per via
orale, che ha dimostrato di ridurre il
rischio di progressione della disabilità.
L’annuncio in due studi, che vedono
anche la partecipazione italiana.
I risultati di due studi sul nuovo
farmaco (FTY720), innovativa terapia
orale messa a punto da Novartis,
hanno dimostrato la capacità della
molecola di ridurre il rischio di progressione
della disabilità, le ricadute
e le lesioni cerebrali valutate con
la risonanza magnetica. Lo studio
Transforms, della durata di un anno,
e che ha coinvolto 1.292 pazienti, ha
dimostrato che FTY720 per via orale,
nel dosaggio di 0,5 mg, ha ridotto
le ricadute del 52% rispetto ad interferone
beta-1a per via intramuscolare;
con dosaggio da 1,25 mg la
riduzione delle ricadute è stata invece
del 38%.
Lo studio della durata di due anni
Freedoms, che ha coinvolto 1.272
pazienti, ha invece dimostrato che il
farmaco ha ridotto il tasso di ricadute
rispetto al placebo del 54%, con il
dosaggio di 0,5 mg, e del 60% con il
dosaggio di 1,25 mg. I pazienti in
trattamento hanno anche presentato
un rischio più basso di progressione
della disabilità a 3 e 6 mesi,
verso placebo, rispettivamente del
30% e del 37% nel corso dei due anni
dello studio. In entrambi gli studi
il trattamento ha comportato una
riduzione statisticamente significativa
delle lesioni cerebrali attive valutate
con la risonanza magnetica
(MRI). I risultati sono stati sottoposti
a dicembre 2009 alle Autorità
Regolatorie di Usa ed Europa.
FTY720 potrebbe essere la prima
terapia approvata appartenente
ad una nuova classe di farmaci: i
cosiddetti modulatori del recettore
della sfingosina 1-fosfato (S1P).
Questi farmaci riducono l’infiammazione
e possono avere un’azione
diretta sulle cellule del sistema nervoso
centrala. La nuova molecola
agisce selettivamente sequestrando
alcuni linfociti (un sottogruppo di
globuli bianchi) nei linfonodi e riducendone
il numero che raggiunge il
cervello, dove possono causare una
reazione infiammatoria. Il sequestro
dei linfociti è reversibile: il numero
di linfociti circolanti ritorna
infatti ai valori normali quando il
trattamento è interrotto.
La sperimentazione del nuovo
farmaco è una nota di successo anche
della ricerca clinica italiana. L’Italia
ha infatti partecipato con 22
Centri e l’arruolamento di 250 pazienti
allo studio internazionale
Transforms, che ha coinvolto 172
centri di 18 Paesi. Oltre 2,5 milioni
di persone in tutto il mondo (57.000
in Italia) sono colpite da questa malattia,
che in genere colpisce giovani-
adulti fra i 20 e 40 anni. La sclerosi
multipla è una malattia autoimmune
neurodegenerativa del sistema
nervoso centrale e l’85% dei pazienti
presenta una forma recidivante-
remittente, causa di forti disabilità.