Ed. del 28.01.2010 - Caltanissetta - pag. 27 Salvatore Mingola
MUSSOMELI. Incontro all'ospedale «Maria Immacolata Longo». Intervento del direttore generale dell'Asp Paolo Cantaro.
Trasfusioni sangue, medici a lezioni. «Il rischio? Esiste ma ora è minimo».
L'ininiziativa dopo una serie di decessi provocati da errori durante le trasfusioni. Confronto fra le diverse componenti delle strutture sanitarie.
MUSSOMELI. Trasfusioni di sangue e rischi connessi. Un argomento di scottante attualità specialmente dopo il decesso di qualche paziente a causa di errori registrati nella fase trasfusionale. E' stato il tema della prima giornata sulla Sicurezza Trasfusionale che si è svolta nei locali del presidio ospedaliero «M. Immacolata Longo» di Mussomeli con il coinvolgimento di operatori sanitari, medici e infermieri. Nell'Azienda di Caltanissetta di tutti i comuni sede di presidi ospedalieri. Affollatissima l'assemblea nel presidio Vittorio Emanuele di Gela e altrettanto coinvolgente ed interessate il dibattito nel presidio ospedaliero «M. Immacolata Longo» a cui ha preso parte anche la responsabile dell'ufficio infermieristico del nosocomio mussomelese. Gli operatori presenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i medici trasfusionisti presenti agli incontri con i referenti per la Qualità e con i referenti di Presidio Progetto Joint Commission sull'obiettivo di introdurre nelle unità operative di diagnosi e cura modalità sicure di identificazione del paziente prima della dell'esecuzione dell'emotrasfusione per impedire le reazioni trasfusionali da incompatibilità Ab0. L'iniziativa si accompagna al trasferimento all'Asp nissena delle politiche riguardanti la sicurezza del paziente in particolare del Progetto Regionale Joint Commission.
«Come ogni altra pratica medica - ha detto il direttore generale deIl'Asp Paolo Cantaro - la terapia trasfusionale presenta dei rischi. Il rischio trasfusionaIe è sempre esistito ed ancora oggi esiste anche se negli ultimi trent'anni si è molto modificato. Fino agli anni '90 il rischio infettivologico era altissimo, oggi è trascurabile. Invece - ha proseguito Cantaro - un rischio che non è stato azzerato è quello dell'errore trasfusionale che può essere commesso scambiando gli emocomponenti da trasfondere nelle varie fasi del processo trasfusionale: soprattutto nella fase di identificazione del paziente. Dal 2005 all'ottobre 2009 sono stati segnalati tre eventi sentinella riguardanti incidenti trasfusionali. Nei primi due casi l'errore è stato determinato da una non corretta identificazione del paziente in reparto al momento della trasfusione per la mancata osservanza delle procedure di identificazione al letto del paziente. Nel terzo caso - ha concluso Cantaro - la trasfusione Ab0 incompatibile è la risultante di una sommatoria di errori determinatesi presso e al di fuori della Struttura Trasfusionale, che ha comportato la morte del paziente. Anche in quest'ultimo caso è emersa la mancata adozione di una procedura aziendale».