Il Parlamento siciliano ha approvato all'unanimità la legge sulle professioni sanitarie, che prevede la nomina di 85 nuovi dirigenti e non più 68, all'interno delle 17 aziende dell'Isola. La norma, in linea con quella nazionale, individua cinque aree all'interno di ogni struttura: ostetricia e servizi infermieristici, tecnici delle professioni sanitarie (laboratori, radiologia, neurofisiopatologia), riabilitazione e infine vigilanza (veterinario, vigili sanitari).
La quinta è quella degli operatori sociali come spiegano Dina dell'Udc e Cracolici del Pd. Dopo aver definito le piante organiche, cosa che dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di marzo, le aziende bandiranno i concorsi per selezionare i dirigenti. In attesa del risultato, queste figure saranno individuate valutando i loro curricula.
Il disegno di legge approvato in Aula ha subito comunque diverse modifiche in Commissione Sanità all'Ars. L'intervento dell'assessorato regionale alla Sanità, ad esempio, ha previsto che i dirigenti non fossero immediatamente equiparati a veri e propri «primari». Così, solo in un secondo tempo l'azienda sanitaria potrà decidere di trasformare le loro aree in "unità complesse", cioè una sorta di reparto vero e proprio.
A quel punto i dirigenti saranno equiparati anche nell'onorario ai vecchi primari. La norma non prevede copertura finanziaria: per procedere a nuove nomine, infatti, l'azienda dovrà sopprimere o accorpare altre aree.