Ed. del 04.02.2010 - I Fatti - pag. 11 Antonio Fiasconaro
IN PRIMAVERA. Un modello snello che servirà anche a sgravare i Pronto soccorso.
Assistenza sanitaria territoriale parte una nuova riforma in Sicilia
I Pta per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.
PALERMO. Si scrive Punto territoriale di
assistenza (Pta), si legge nuovo modello,
più snello ed efficace per l’assistenza ai
cittadini sul territorio con uno degli
obiettivi di decongestionare gli attuali
pronto soccorso degli ospedali dove sono
sempre più frequenti gli interventi
cosiddetti non appropriati.
Avranno, così come previsto dalla legge
regionale di riforma del sistema sanitario,
il compito di riqualificare i servizi
territoriali. L’assessore per la Salute,
Massimo Russo, ha illustrato le linee
guida alla commissione Sanità dell’Ars.
«I Pta saranno organizzati in modo
appropriato – spiega Russo – ed efficace
in relazione ai bisogni di salute dei pazienti
con particolare attenzione alle
patologie a lungo termine. Verrà data
grande attenzione ai territori periferici,
nei quali saranno mantenuti poliambulatori
con le attività specialistiche essenziali,
come cardiologia, ginecologia,
medicina e oculistica».
Per Russo «l’istituzione dei Pta con la
rimodulazione della rete ospedaliera è la
grande scommessa che abbiamo fatto
con la riforma del sistema sanitario e
consentirà di esaltare le professionalità
presenti sul territorio regionale a cominciare
dalla figura dei medici di famiglia
e dei pediatri di libera scelta che
avranno un ruolo fondamentale».
Ma non è finita, Russo che è davvero
entusiasta sulla «rivoluzione» territoriale
che sarà la nuova scommessa per la
sanità siciliana sottolinea che «il Pta avrà
diverse formule a seconda della sua collocazione
sul territorio. Sarà il solo punto
di accesso per le cure territoriali, con
all’interno il centro unico prenotazioni
(Cup provinciale, collegato a quello regionale)
e riferimento di accesso alle
cure domiciliari. Prevede inoltre uno
sportello dedicato al paziente fragile
(diabete, scompenso cardiaco con disabilità)
per attivare circuiti assistenziali
privilegiati in base alle diverse esigenze
».
Nei Pta cittadini di maggiori dimensioni
– vedi Palermo, Catania e Messina,
cioè nelle tre grandi aree
metropolitane della Sicilia
– sarà realizzato un «punto
di primo intervento» dove
saranno gestite le urgenze
di basso o medio livello,
evitando di intasare i
pronto soccorso per problemi
minori.
Nei Pta periferici sarà
aperto un Pte (punto territoriale
di emergenza) collegato
alla rete di emergenza
- urgenza 118, in modo da poter
trasferire rapidamente i pazienti che necessitano
di ospedalizzazione e curare le
emergenza minori.
Queste attività saranno collegate alla
rete dei medici di medicina generale,
dei pediatri di libera scelta, dei medici
della guardia medica.
«In questo disegno di riorganizzazione
delle cure primarie del territorio – ha
proseguito l’assessore per la Salute Russo
– si è voluto dare priorità ai pazienti
cronici, che sono i più problematici perché
necessitano di esami e controlli ciclici
e che spesso sono costretti a girovagare
tra più strutture senza alcun coordinamento.
Sono tra l’altro i pazienti che si
ricoverano più frequentemente e che
generano ingenti costi per il sistema sanitario,
una buona parte dei quali legati
alle disfunzioni organizzative». Per questi
pazienti il piano prevede una gestione
integrata tra i medici di medicina generale
e gli specialisti e, per i pazienti più
complessi, la realizzazione di una attività
di «day service» territoriale con
team specialistici multi professionali
che effettueranno controlli periodici per
evitare lo scompenso della malattia e i
frequenti ricoveri.
Adesso toccherà ai direttore
generali delle 9
aziende sanitarie provinciali
(Asp) a predisporre la
«macchina» organizzativa
che, tra l’altro dovrà essere
messa in moto, così come
previsto dai loro obiettivi
entro la prossima primavera.
Già gran parte dei
manager stanno lavorando
al riguardo ed uno che
ha sicuramente bruciato le tappe, anticipando
altri colleghi di altre Asp siciliane
è Salvatore Cirignotta, manager dell’azienda
sanitaria provinciale di Palermo
che già alla fine del 2009, nel corso di
una conferenza stampa, aveva annunciato
la trasformazione dei cinque distretti
sanitari di Palermo in un unico distretto
territoriale e gli attuali 7 poliambulatori
saranno riconvertiti e rimodulati
in centri di assistenza sanitaria specializzati
e multidisciplinari, in 3 Pta. Questo
comporterà, tra le altre cose, trasferimenti
interni del personale medico e
parasanitario. Al momento attuale, infatti,
i poliambulatori sono troppo generici
e anche per questo le liste d’attesa
sono particolarmente lunghe.
LE NUOVE SIGLE
I cittadini che ogni giorno sono
costretti, loro malgrado, a dover
fare i conti con la sanità siciliana,
vogliono chiarezza anche nelle
sigle, negli acronimi che, sempre
più, confondono le idee a coloro i
quali soffrono e che si avvicinano
anche con soggezione e diffidenza
alle strutture sanitarie territoriali.
Ecco le nuove sigle.
PTA. (Punto territoriale di
assistenza). E’ il nuovo modello
che entro la prossima primavera
dovrà essere adottato dai manager
per offrire ai cittadini una
maggiore e capillare assistenza sul
territorio, decongestionando così,
si spera, i vari pronto soccorso
degli ospedali che ancora oggi
sono presi d’assalto per assistenze
e cure considerate «inappropriate».
PTE (Punto territoriale di
emergenza). Sono quei presidi
lontani dagli ospedali con apertura
24 ore su 24 collegati alla rete di
emergenza-urgenza 118, in modo
da poter trasferire rapidamente i
pazienti che necessitano di
ospedalizzazione e poter invece
curare in loco le emergenza
minori.
ASP (Azienda sanitaria
provinciale). E’ la nuova sigla che
ha soppiantato le vecchie Asl
(Azienda sanitarie locali) e che
nell’Isola sono 9 quanto il numero
delle province.
A. F.