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La Sicilia - 08.02.2010
Ed. dell'08.02.2010 - I nostri tempi - pag. 11
Angelo Torrisi
MEDICINA E SALUTE
Iter severo per i medici di famiglia
Fino a una ventina di anni addietro un medico, dopo avere conseguita la laurea e affrontato l’esame di abilitazione poteva tuffarsi nella mutualità previa l’automatica autorizzazione della struttura assistenziale provinciale. E il primo passo da compiere era quello di rosicchiare clienti ai colleghi più anziani che da parte loro non erano ancora soggetti alla legge del massimale e cioè al limite di assistiti imposto in rapporto alla popolazione della località e al numero di medici operanti in essa.
Poi il massimale venne istituito con lo scopo di “spalmare” il contingente di assistiti accumulato appunto dai medici anziani e soprattutto con l’obiettivo di razionalizzare e migliorare l’assistenza e per i medici neolaureati fu assai più facile conquistare “clienti” e allungare la lista dei propri assistiti.
Fino a quando non sopravvennero dapprima la istituzione di una graduatoria provinciale degli aspiranti mutualisti e poi un altro provvedimento restrittivo volto a evitare i casi di inadeguatezza professionale dei neofiti della Medicina che si vanno succedendo di anno in anno e che nella maggior parte dei casi risentono della teoricità degli studi universitari cui non fa riscontro una pratica diagnostico-clinica indispensabile nell’impatto con il malato in generale e di quello in condizioni piuttosto gravi in particolare: vennero cioè creati specifici quanto obbligatori corsi di tirocinio teorico-pratico attraverso i quali i neo dottori potessero approfondire le proprie conoscenze “a ventaglio” nel settore della medicina generale.
Il provvedimento venne adottato in ossequio a una direttiva Ue. A tal fine il ministero della Salute ha delegato le Regioni a organizzare i corsi sancendone l’obbligatorietà e tracciando i principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale tra le quali spiccano la durata triennale dei corsi nonché il perentorio obbligo di frequenza a tempo pieno delle attività didattiche da svolgersi in strutture del servizio sanitari nazionale e in studi di medici già da tempo operanti in medicina generale.
Ma il rigore non si ferma qui. Ai corsi si accede infatti esclusivamente previo concorso che comporta una prova d’esame su argomenti di medicina clinica formulata da una commissione composta da sette esperti di cui sei designati dalla Conferenza delle Regioni e uno dal ministero della Salute. E sono questi gli obiettivi che il corso deve perseguire: valutare con diligenza lo stato di salute dei pazienti, promuovere la prevenzione primaria, secondaria e terziaria sia in senso terapeutico sia riabilitativo, esaminare il valore dei dati di laboratorio e strumentali onde applicare la metodologia più idonea per la elaborazione della diagnosi, della prognosi e della terapia, contribuire a debellare le malattie maggiormente diffuse con cui egli verrà a contatto, risolvere direttamente le più ricorrenti urgenze mediche al fine di evitare ricoveri ospedalieri impropri, utilizzare appropriati protocolli diagnostici per ottenere un ottimale rapporto costi/benefici. E sarà un diploma a sancire l’avvenuta formazione del medico e il diritto dello stesso a intraprendere l’attività.
La Regione siciliana ha recepito nel 2006 il provvedimento e ha già ultimato sette corsi di formazione specifica per un totale di 1077 neolaureati. L’assessorato della Salute ha intensificato un tale processo innovativo che ufficializza l’inserimento della Medicina generale nell’ambito delle specializzazioni e che oltretutto contribuisce a raggiungere uno degli obiettivi principali del piano di rientro della spesa sanitaria e della ristrutturazione di tutto il settore consentendo di avere a disposizione medici piu preparati e in quanto tali maggiormente idonei a fare da filtro ai ricoveri ospedalieri.
Proprio qualche giorno addietro è stato rinnovato il comitato per la formazione dei medici di Medicina generale che da parte sua ha già intrapreso i lavori per la organizzazione del corso del prossimo triennio. Dell’organismo è presidente il dott. Mario Zappia direttore generale dell’assessorato della Salute; responsabili la dott. Donatella Schembri, che è a capo del settore per la formazione in medicina generale e che riveste la carica di funzionario direttivo e la dott. Teresa Vaiarelli referente dell’assessorato per la formazione specifica della Medicina generale chiamata al ruolo di dirigente dell’area. A farne parte professori universitari, medici di famiglia, rappresentanti delle aziende ospedaliere e universitarie, presidenti degli Ordini dei medici, e professionisti competenti della materia delegati dall’assessorato.
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