Lo Stato boccia la proposta della Regione per il Patto di stabilità e il Bilancio scrive ai dipartimenti: «Limitare subito le uscite ai livelli del 2005». Sanità, 15 qiorni per i decreti su 118 e quardie mediche.
Tagliare le spese e vendere gli immobili. Lombardo detta le mosse agli assessori.
PALERMO. Primi obiettivi, tagliare le spese e fare cassa. L'assessorato al Bilancio ha scritto a tutti i dipartimenti della Regione chiedendo di limitare impegni per il futuro e pagamenti immediati ai livelli del 2005 e ha poi fatto ripartire la vendita degli immobili regionali che si era bloccata a febbraio perchè la gara è andata deserta. Il primo faccia a faccia fra il presidente Lombardo e il neo assessore al Bilancio, Michele Cimino, è servito per fissare le priorità in vista di tempi che si annunciano duri.
«Il presidente - ha detto Cimino - mi ha chiesto di fornire al più presto un quadro completo della situazione finanziaria e di puntare sul rigore nei conti pubblici. Credo anche che ci sarà l'esigenza di un incontro col ministro dell'Economia, Giulio Tremonti».
I limiti alla spesa degli assessori.
L'esigenza di un incontro nasce dal fatto che lo Stato ha appena bocciato la proposta fatta dalla Regione per siglare il nuovo Patto di stabilità, cioè i tetti di spesa a cui la Sicilia si dovrà adeguare nel 2008. Il Patto andava firmato entro il 31 marzo ma per tre volte Roma ha detto no alla Sicilia. E così negli uffici di via Notarbartolo è scattata l'emergenza: «Abbiamo già scritto a tutti gli assessorati - ha spiegato il direttore Enzo Emanuele chiedendo di adeguarsi ai tetti di spesa del vecchio Patto di stabilità in attesa di
trovare l'intesa con lo Stato».
I vecchi tetti di spesa fanno riferimento al 2005: «Ogni assessorato - spiegano i tecnici del Bilancio - potrà impegnare la stessa cifra del 2005 ridotta del 3%, mentre per quanto riguarda i pagamenti l'importo è aumentato del 9%».
La Regione sta trattando con lo Stato per escludere dal Patto di stabilità le spese per investimenti ma fino a ora Roma ha negato questa possibilità.
«Il rischio è che la firma del Patto arrivi molto avanti nel tempo - hanno aggiunto al Bilancio - e dobbiamo evitare che a quel punto gli assessorati abbiano già speso tutto il possibile, come accadde l'anno scorso».
Da qui dunque il primo giro di vite alla spesa, inviato per iscritto a tutti gli assessorati a pochi giorni dall'insediamento della giunta e che per questo motivo porta la firma del presidente Lombardo.
La vendita dei palazzi
Ma se da un lato si tagliano le uscite dall'altro la Regione prova a incassare nuove risorse. Nei giorni scorsi l'assessorato al Bilancio ha inviato 40 lettere di
invito ad altrettante società o gruppi di imprese, chiedendo una manifestazione di interesse per l'acquisto della seconda tranche di immobili che la Regione ha messo sul mercato. Si tratta di 53 palazzi dal valore di 124 milioni: bandita nel 2007, la vendità è andata deserta.
Ora la Regione ha cambiato strategia e ha fatto scattare il secondo tentativo anche per evitare che si crei un buco di bilancio, visto che l'incasso era già stato previsto nel Bilancio: «La scadenza per farsi avanti - spiega Filippa Palagonia, dirigente dell'assessorato al Bilancio - è a luglio. Poi avvieremo una trattativa privata con le imprese migliori».
I tagli nella sanità
Ma in tema di tagli alle spese l'emergenza di Lombardo è legata alla Sanità. Anche di questo ieri il presidente ha parlato nel faccia a faccia riservato che ha avuto con il neo assessore Massimo Russo. L'ex pm non commenta. Ma le scadenze sono ormai dietro l'angolo: «Entro il 20 giugno - ha spiegato il direttore dell'assessorato, Luigi Castellucci, che è anche capo di gabinetto di Lombardo - dovranno essere firmati e spediti a Roma i decreti che tagliano le spese e attuano il piano di rientro dal deficit».
Appena insediatosi in piazza Ottavio Ziino, Russo dovrà quindi tagliare 47 guardie mediche e trenta ambulanze del 118: due passaggi che l'ex assessore Lagalla rinviò in extremis. E poi Russo dovrà affrontare i nodi più politicamente delicati: «Il vecchio governo - ha concluso Castellucci - aveva previsto di non rinnovare la convenzione con la Sise per la gestione del 118 e passare a una società mista. Ora bisognerà decidere se proseguire su questa strada. E poi c'è il tema dei budget di spesa dei convenzionati e della case di cura». L'ultimo scoglio di questa prima fase del lavoro di Russo sarà il piano che prevede il taglio di 2 mila posti letto negli ospedali. Il mancato rispetto di questi impegni, così come la violazione del Patto di stabilità, provocherebbe immediatamente l'aumento della pressione fiscale in Sicilia: dall'addizionale Irpef all'Irap, dalle accise sulla benzina al bollo auto.