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Rinnovo dell'ACN. Firmata la preintesa
Gelo dello SNAMI: la fretta è cattiva consigliera. Intervista ad Angelo Testa
Comunicato Stampa SNAMI | Pubblicato il 06.03.2018 | Articolo letto 944 volte      
Rinnovo dell'ACN. Firmata la preintesa
Angelo Testa, presidente nazionale Snami (foto SNAMI)
Roma - Concluso giovedì l'incontro tra i rappresentanti dei sindacati della Medicina Generale e Sisac per il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale. Si tratta solo di un ACN "ponte", MEF permettendo, a cui seguirà il vero e proprio rinnovo, relativo al triennio 2016-2018, che dovrebbe essere negoziato e varato nell'anno in corso.
Dott. Testa, le sue considerazioni sulla giornata di trattativa del 1° marzo
È singolare o meglio dire imbarazzante che dopo anni di silenzi, indiscrezioni, precarietà negli appuntamenti mancati, in un "nanosecondo" la Sisac, per conto delle regioni partorisca una bozza e in una giornata secca la si licenzi seppur dopo 10 ore continuative di confronto.
Ma il tutto era funzionale ad avere gli arretrati...
Di che cosa stiamo parlando? Pochi "centesimi"… comunque dovuti e comunque soldi nostri, attualmente impropriamente "congelati".
Qualcuno ha commentato che la firma della preintesa sia indice diun nuovo ciclo di fiducia tra Regioni e Medicina Generale
Non diciamo sciocchezze e non ci fidiamo degli intenti. L'andazzo generale corrente è sotto gli occhi di tutti: continui tentativi in varie regioni più o menoriusciti, di "scippare" le indennità ai Medici, semiprivatizzazione delle cure territoriali attraverso i "gestori", borse per la scuola di formazione assolutamente sotto dimensionate, medicina penitenziaria, 118 e continuità assistenziale "dimenticati" in una saga mal riuscita di "estrazione dei conigli dai cilindri" con effetto a sorpresa .
Cosa vuol dire?
Che "rifondazioni", legge Balduzzi, h16, ruolo unico e compagnia bella provengono sempre da chi ha il potere e fa andare avanti da sempre le danze. Il risultato deludente è sotto gli occhi di tutti e manca ancora una visione di insieme delle cure primarie, della continuità dell'assistenza e della rete di emergenza.
Le note positive di questo preaccordo?
Poche ad eccezione della maggior tutela delle colleghe in gravidanza, l'accelerazione dell'ingresso in graduatoria dei giovani medici neoformati ed un primo segnale concreto sulla questione della sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica), prevedendo
che l'attività ambulatoriale venga svolta solo in sedi idonee. Anche se può essere un'arma a doppio taglio: la Parte Pubblica potrebbe dire: "siccome non per renderle sicure o meglio per avere la guardia armata come in Sardegna, anticipiamo la chiusura o passiamo ad un h16!".
Che incidenza positiva ha avutolo Snami in questa "trattativa lampo"?
In generale nel denunciare che questi "soliti metodi" sono disdicevoli e poco produttivi e, nello specifico, siamo riusciti a bloccare con un nostro documento, l'aumento del massimale a 1.800 scelte, che sarebbe arrivato a 1.890 con quelle in deroga. Aumento del massimale che era stato abolito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 13.08.1981. Una cosa è una valutazione per risolvere i problemi di alcune zone carenti, soprattutto del nord Italia, che vanno costantemente e ripetutamente deserte e l'altra alimentare un percorso pericoloso e generalizzato di conflittualità tra medici con conseguente aumento della spesa sanitaria e soprattutto di impedimento all'inserimento di nuove e nuovi colleghi. Conoscendo il sistema siamo consci che cercheranno di farlie ntrare il tutto "dalla finestra" nel prossimo futuro, per cui c'è la nostra massima attenzione per evitarlo. Confermiamo lo stesso atteggiamento per gli argomenti non trattati che meritano soluzioni che non possono attendere come il 118, la medicina penitenziaria e la continuità assistenziale.
Su cosa ritiene che il vostro sindacato debba ancora lottare?
Mediante nostre prese di posizione e le nostre insistenze: ci batteremo perché dopo anni di melina e di calma piatta si arrivi a ricevere un documento e poi la conseguente trattativa non sia lampo in una fretta che è sempre cattiva consigliera. Ci batteremo per far capire agli altri sindacati e alla parte pubblica che quel modo di lavorare "in una giornata secca" è perdente. Ci batteremo per convincere gli altri che se abbiamo bisogno di medici, perchè mai ridurre, fatto grave, le pubblicazioni delle località carenti da due ad una volta all'anno. Ci batteremo per far cassare la prenotazione da parte dei medici di esami e visite specialistiche. Non siamo impiegati del CUP per conto delle
asl! Ci batteremo per rimodulare la riserva dell'80% dei posti ai medici inpossesso del titolo di formazione in Medicina Generale e il 20% agliequipollenti. Troppo, per noi, penalizzante per questi ultimi. Ci batteremo per dare un contratto decoroso al 118 e alla continuità assistenziale sia dal punto di vista normativo che da quello economico.
Cosa farà d'ora in poi lo Snami?
Avuta l'ennesima conferma dagli accadimenti dei giorni scorsi occorre combattere ancora meglio e con più incisività il sistema con accoliti che fa calare le decisioni dall'alto, in una stucchevole sinfonia del "già tutto previsto..." Ovviamente l'ultima parola, nello stile del nostro sindacato di consultazione della base, andrà ai dirigenti convocati tra 14 giorni a Roma ad un Congresso Straordinario. Urge una riflessione attenta della categoria tutta: cui prodest tutto ciò?

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20.07.2017 - Durissimo comunicato stampa dello SNAMI emergenza sanitaria contro una certa politica ragionieristica che in questi ultimi tempi si sta registrando anche in Sicilia. Oltre alla demedicalizzazione delle MSA del territorio (il decreto esiste ancora e non è stato ritirato), alla paventata chiusura dei PTE nella provincia di Messina (la provincia più penalizzata in tutti i sensi), adesso anche la questione dei TSO.
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