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118: i medici incontrano i sindaci dell’area metropolitana
Renato Accorinti, sindaco di Messina: «Nessuna ambulanza va soppressa e nessun medico allontanato!». Giacomo Caudo, presidente OOMM: «Non perderemo questa partita!»
MEDPress.it | Pubblicato il 11.04.2017 | Articolo letto 3872 volte      
AGGIORNAMENTO DEL 20.04.2017. Nella rassegna stampa di oggi accanto a dichiarazioni che mettono l'accento sulla situazione dei tagli alle ambulanze, altre invece tendono a rassicurare l'opinione pubblica confermando il numero complessivo delle ambulanze sul territorio. Tuttavia non viene specificato se saranno ambulanze con medico (MSA) o senza medico (MSB). Queste ultime sono del tutto inutili nelle reti tempo-dipendenti.
AGGIORNAMENTO DEL 19.04.2017. Entro il 31 maggio 2017 i direttori generali dovranno trasmettere le integrazioni e le modifiche alla rete con definizione dei costi. Entro il 26 giugno 2017, sempre dopo una valutazione da parte del Ministero della Salute, si procederà alla ridefinizione della nuova rete alla luce delle modifiche proposte.
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 14.04.2017. Pubblicato nella GURS n. 15 del 14.04.2017 il D.A. 31 marzo 2017 "Riorganizzazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 2 aprile 2015, n. 70". Sul piano formale nulla é ancora cambiato...
Scarica il decreto...
ULTIMO AGGIORNAMENTO. Il direttore generale dell'ASP di Messina, Gaetano Sirna, insieme al sindaco dell'area metropolitana di Messina, Renato Accorinti, e l'on. Giuseppe Picciolo, hanno presentato oggi (il 12 aprile 2017, ndr) al ministero della salute, presente il sottosegretario Faraone, i risultati ottenuti ed elaborati dalla Prof. Rosa Musolino per la rete Stroke e dal Dr. Gaetano Satullo per la Rete IMA, i quali hanno permesso di validare il sistema efficiente di emergenza-urgenza di Messina i cui numeri non hanno uguali nel resto del Paese. Presentate anche copia della petizione con le firme dei sindaci raccolte nel corso dell'incontro dello scorso 11 aprile presso l'Ordine dei Medici. Accolte le istanze del territorio. «I tecnici dell’Assessorato regionale e del Ministero alla salute si incontreranno a Roma subito dopo Pasqua per definire nei dettagli e poi procedere, immediatamente, alle correzioni, prima ancora quindi che la rete ospedaliera sia operativa definitivamente».
MESSINA - Una anomalia che è saltata agli occhi dei più attenti è stata l’introduzione, nella rimodulazione della rete ospedaliera, del servizio di emergenza sanitaria territoriale, il 118, che – come è noto – è un servizio “territoriale”, che si occupa delle emergenze-urgenze extra-ospedaliere, secondo procedure e protocolli territoriali, impiegando medici del territorio, sebbene – si sa – il 118 spesso rappresenta una cerniera tra territorio e ospedale nella continuità delle cure.
Pertanto la ratio che ha guidato i piani di rimodulazione del passato è stata finora indirizzata verso il potenziamento della medicina del territorio, consolidando simultaneamente le eccellenze ospedaliere. Ciò ha ovviamente comportato una maggiore concentrazione dei reparti ospedalieri preferendo l’efficienza e la complessità delle prestazioni erogate. Solo le strutture in grado di erogare prestazioni in quantità misurabili hanno dimostrato maggiore efficacia e funzionalità, soprattutto laddove sono previsti interventi operatore-dipendenti. Per il territorio invece la direzione assunta è il trattamento delle cronicità da un lato e la gestione delle urgenze extra-ospedaliere dall’altro, entrambe accomunate dalla appropriatezza degli interventi con lo scopo di ridurre gli accessi impropri in ospedale laddove è possibile fornire esaustive risposte di salute alle richieste dell’utenza.
In altre parole, questa è la più grossa contraddizione che emerge dallo studio del già noto piano di rimodulazione, meglio conosciuto come “Documento metodologico per la riorganizzazione del sistema di rete dell’emergenza-urgenza della regione siciliana”: l’emergenza extra-ospedaliera non va depotenziata.
Del resto con la scelta ormai obbligata di adottare linee guida e procedure di valenza internazionale nel trattamento di patologie acute (infarto del miocardio e ictus oggi ed emergenze gastroenterologiche e trauma domani) con il ben definito scopo di erogare la giusta terapia, a volte risolutiva, nel luogo giusto e nei tempi giusti, ha introdotto nel linguaggio comune la dizione di procedure tempo-dipendenti. Non stiamo qui a spiegare in cosa consistono queste procedure, sebbene molti cittadini non hanno ancora compreso il grande impatto innovativo che queste reti hanno determinato, ma è ovvio che i parametri più importanti delle reti sono il luogo e il tempo. Il luogo è ovviamente riferito alla sede presso cui queste terapie possono essere adottate: il Laboratorio di Emodinamica per l’infarto e la Stroke Unit per l’ictus. Il tempo è ovviamente riferito alla necessità di agire entro un intervallo temporale compatibile con la maggiore probabilità di successo: 90 minuti per l’infarto e 4 ore e mezza per l’ictus ischemico. Ma queste reti per funzionare hanno bisogno dell’apporto di professionisti che devono non solo essere presenti sul territorio (sulle ambulanze), ma anche in grado di riconoscere queste patologie (per l’infarto ad esempio la rete attualmente prevede un particolare tipo di IMA noto tecnicamente come STEMI) utilizzando apparecchiature medicali d’avanguardia non solo per eseguire strumentalmente una diagnosi al domicilio del paziente ma anche trasmetterne i risultati ai centri Hub di riferimento con cui coordinare l’eventuale successivo intervento. E poi c’è la questione del trasporto; raggiungere in tempi rapidi il paziente, eseguire una diagnosi in 10-20 minuti, e poi raggiungere il centro di riferimento richiede una distribuzione intelligente dei mezzi e delle risorse sul territorio. E questa è la scelta che è stata operata a Messina: la medicalizzazione di molte sue ambulanze su un territorio impervio e scarsamente collegato con i centri cittadini principali. Le ricadute in termini di salute per i cittadini sono enormi: fino a qualche anno fa un paziente con STEMI giungeva in ritardo, o non vi giungeva affatto, nei laboratori di emodinamica: oggi intervenire nei primi 90 minuti significa impedire che una “lesione” si trasformi in “necrosi”, cioè in morte del tessuto cardiaco. Il chè in termini di sopravvivenza e qualità della vita significa che il bene economico guadagnato è elevatissimo. Analoghe considerazioni vanno fatte a proposito dell’ictus ischemico, dove oggi presso le Stroke Unit è possibile eseguire la ricanalizzazione di vasi cerebrali guadagnando cervello.
E che l’efficienza del sistema sanitario nel suo complesso (come ad esempio la tempestività del trasporto e/o del primo trattamento) per la riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari ischemiche acute e cerebrovascolari è un dato fondamentale messo in evidenza proprio dal Rapporto Osservasalute 2016.
Con la rimozione dei medici su molte ambulanze del territorio, lasciandone solo 13 per una provincia così vasta come quella di Messina, si otterrebbero aree di scopertura, come è possibile osservare nelle due cartine che di seguito proponiamo, limitando le reti tempo-dipendenti solo ad una porzione dell’utenza della provincia.
La distribuzione delle ambulanze medicalizzate sul territorio della provincia di Messina fino ad oggi: 37 ambulanze di cui 27 MSA (con medico a bordo)

La distribuzione delle ambulanze medicalizzate sul territorio della provincia di Messina con il nuovo piano: 26 ambulanze di cui solo 13 MSA (con medico a bordo)
L'incontro con i sindaci
11.04.2017 - Si è appena concluso a Messina, presso la sede dell’Ordine dei medici di Messina di via Bergamo l’incontro tra i medici del 118 con i sindaci dell'area metropolitana di Messina e i referenti delle reti tempo-dipendenti. Oggetto dell'incontro le “Criticità del documento metodologico per la riorganizzazione del Sistema di rete dell’Emergenza-Urgenza della Regione Siciliana”. Presenti il presidente dell’Ordine, Giacomo CAUDO, la prof.ssa Rosa MUSOLINO, responsabile della Stroke Unit di III livello AOU Policlinico “G. Martino”, il dott. Gaetano SATULLO, referente della Rete IMA per la macroarea di Messina. il dott. Domenico RUNCI, direttore della Centrale Operativa SUES 118 di Messina, il direttore sanitario dell'ASP, Domenico SINDONI, e responsabile MCAU dell'IRCSS Piemonte-Bonino Pulejo nonché presidente regionale SIMEU, Clemente GIUFFRIDA. Ovviamente presenti molti sindaci della provincia, fra cui Renato ACCORINTI, e qualche deputato dell'ARS come Bernardette GRASSO.
Il sindaco di Messina, Renato Accorinti (a destra), e il presidente dell'Ordine dei Medici, Giacomo Caudo. Accorinti: «Nessuna ambulanza va soppressa e nessun medico allontanato!».
Il primo intervento è stato del dott. Daniele Marino, medico del 118, il quale ha posto l'accento sulle differenze tra ambulanza medicalizzata e non medicalizzata, vale a dire le motivazioni che hanno spinto Messina ad operare una scelta di medicalizzazione. «Il 118 è come un ospedale, le singole ambulanze sono come piccoli ospedali che si spostano sul territorio».
Il primo intervento del dott. Daniele Marino, medico 118.
A seguire la presentazione del dott. Marcello Savasta...
La presentazione del dott. Marcello Savasta, medico del 118.
Dopo i saluti e i ringraziamenti del presidente dell'Ordine dei Medici, Giacomo Caudo, l'intervento del direttore di centrale operativa del SUES 118 di Messina. Ha brevemente spiegato la nascita e la funzione delle reti tempo-dipendenti e il ruolo che le ambulanze medicalizzate hanno su tutto il territorio della provincia di Messina. Di seguito gli interventi del direttore della Centrale Operativa, dott. Domenico Runci, e del dott. Enzo Andaloro (CO118). La prof.ssa Rosa Musolino ha presentato la rete dello Stroke, che negli ultimi due anni ha raggiunti livelli di eccellenza con riconoscimenti a livello nazionale. «Illustriamo i risultati - ha dichiarato la Musolino - che le reti tempo-dipendenti hanno raggiunto nella provincia di Messina con l'impegno soprattutto dei colleghi del 118». Ha poi dichiarato in sintesi che vi è evidenza chiarissima secondo cui l'ictus pur essendo un evento disastroso per il paziente può essere trattato, ribadendo poi come tutti, indipendentente da dove si vive, hanno diritto alle stesse chances per essere curati nel migliore dei modi. E finora la Stroke Unit di Messina ha ricevuto pazienti da tutta la provincia. Il 50% dei pazienti con trombolisi endovenosa tornano a domicilio e il restante 50% che fa le procedure endovascolari tornano a casa senza fare riabilitazione senza disabilità. E' compito di chi gestisce la sanità organizzare il servizio rispettando i dettami costituzionali. «I colleghi del 118 di Messina - ha concluso - sono fantastici per come in pochi mesi hanno recepito le procedure di questa rete tempo-dipendente». «Messina è l'unico centro - ha proseguito - che garantisce l'attività endovascolare eseguita dai colleghi neuroradiologi, tant'è che ad essa afferiscono tramite elisoccorso anche pazienti da altre province».
Infine è stato reso noto un documento comune, redatto dalle principali organizzazioni sindacali di settore (SNAMI, FIMMG e SMI) con cui viene congiuntamente richiesto un incontro urgente con l'assessorato alla salute di fronte alle inevitabili perplessità emerse dalla lettura del Documento metodologico per la riorganizzazione della rete emergenza-urgenza in Sicilia la cui attuazione rischia di determinare una compromissione dei LEA oltre che delle eccellenze emerse con le reti tempo-dipendenti. Prodotto nel corso dell'incontro anche una petizione firmata dai sindaci presenti e indirizzata al presidente della Regione Siciliana e all'Assessore alla Salute per chiedere il mantenimento della attuale distribuzione territoriale della ambulanze medicalizzate e dei PTE/PPI.
L'intervento del dott. Domenico Runci, direttore della Centrale Operativa 118 di Messina.
L'intervento del dott. Vincenzo Andaloro, della Centrale Operativa SUES 118 di Messina. «La popolazione - ha dichiarato - ormai ci conosce come la risposta sanitaria più pronta alle richieste di salute»
L'intervento della prof.ssa Rosa Musolino, direttrice della Stroke Unit del Policlinico Universitario di Messina, presso cui afferiscono i pazienti coinvolti nella rete Stroke. La Rete Stroke di Messina ha raggiunto livelli di eccellenza negli ultimi due anni.
Il direttore sanitario dell'ASP di Messina, Domenico Sindoni. «Abbiamo raggiunto risultati che vanno al di là di ogni rosea previsione per quanto riguarda la rete IMA. Quasi il 90% dei pazienti con IMA riesce a fare una angioplastica in tempo».
Gaetano Satullo, referente per la rete IMA. «Messina è in una situazione drammatica, perchè è la regione d'Italia più estesa in lunghezza con enormi distanze tra due emodinamiche (Messina e Cefalù). Nessuna emodinamica è presente nei 167 chilometri che dividono Messina da Cefalù. Nei Nebrodi risiedono 50mila abitanti, che in estate diventano 100mila, e spesso non sono in grado di raggiungere un centro Hub in tempo utile». Gaetano Satullo ha poi prodotto un documento indirizzato a diversi esponenti politici e non con cui vengono evidenziati gli «effetti gravemente negativi sulla rete IMA dell'eventuale riordino del sistema 118» chiedendo che «il numero delle ambulanze medicalizzate possa essere adeguatamente rivalutato».
L'on. Bernardette Grasso, deputato regionale dei Nebrodi, area particolarmente colpita dai tagli previsti nel "documento metodologico". «Ci sono garanzie sulla rimodulazione - ha dichiarato - con correttivi da applicare a proposito del 118», mentre qualche altro sindaco ha anche preannunciato ricorsi al TAR.
Il sindaco di San Piero Patti, Ornella Trovato, uno dei comuni che perderebbe l'ambulanza medicalizzata. «È necessario rivedere con la massima urgenza e con una forte azione - ha dichiarato - quanto definito dal decreto regionale, anche con un'eventuale impugnativa del provvedimento, finalizzata alla sospensiva dello stesso. Nelle more comunque ho chiesto una ridefinizione che tenga conto delle legittime ed improrogabili necessità del nostro territorio a tutela della salute pubblica».
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20.07.2017 - Durissimo comunicato stampa dello SNAMI emergenza sanitaria contro una certa politica ragionieristica che in questi ultimi tempi si sta registrando anche in Sicilia. Oltre alla demedicalizzazione delle MSA del territorio (il decreto esiste ancora e non è stato ritirato), alla paventata chiusura dei PTE nella provincia di Messina (la provincia più penalizzata in tutti i sensi), adesso anche la questione dei TSO.
Liguria
10.11.2017 - La graduatoria, redatta nei quattro settori di attività (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi Territoriali ed Emergenza Sanitaria Territoriale), ai sensi dell'art. 15 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale di cui all\'Intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni del 29/07/2009, è pubblicata nel Supplemento Ordinario al Bollettino Ufficiale della Regione Liguria n. 44 - parte seconda - di giovedì 2 novembre 2017.
Sicilia
24.07.2017 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 30 del 21.07.2017 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2018. Entro trenta giorni dalla pubblicazione in GURS, i medici interessati possono inoltrare istanza di riesame
della loro posizione.
Abruzzo
29.03.2017 - Pubblicata nel B.U. n. 31 del 10 marzo 2016 della Regione Abruzzo la graduatoria regionale definitiva dei medici di medicina generale valida per l'anno 2017 (DETERMINAZIONE 08.03.2017, n. DPF015/13).
Sicilia
23.12.2016 - Pubblicate nel supplemento ordinario n. 1 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 56 del 23 dicembre 2016 (n. 40) le graduatorie regionali definitive dei medici di medicina generale valide per il 2017.
Sicilia
23.10.2016 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 45 del 21.10.2016 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2017. Entro trenta giorni dalla pubblicazione in GURS, i medici interessati possono inoltrare istanza di riesame della loro posizione.
Sicilia
20.11.2015 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 48 del 20.11.2015 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2016.
Continuità Assistenziale
10.04.2017 - Pubblicato il decreto del 22 marzo 2017 che modifica ed integra l’art.11 dell’AIR di continuità assistenziale. Viene introdotto uno specifico riconoscimento che consente ai medici la possibilità di concorrere all’assegnazione di incarichi provvisori e di sostituzione di continuità assistenziale, con la presentazione di apposita istanza, anche nel periodo che va dal 1° al 30 del mese di aprile di ogni anno. Quindi è riconosciuta la possibilità di presentare istanza di partecipazione per incarichi provvisori e di sostituzione in due diversi periodi:
1. nei trenta giorni successivi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana delle graduatorie regionali definitive di medicina generale;
2. nel periodo che va dal 1° al 30 aprile di ciascun anno solare.
Rete IMA e Rete STROKE a Messina
24.05.2015 - Attivate con delibere aziendali da parte dell'ASP di Messina, l'Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina e l'A.O. Papardo-Piemonte di Messina con il 118 della CO di Messina le procedure della rete IMA (Rete STEMI in via sperimentale per adesso) e della rete STROKE.
Malattia medici
20.10.2014 - È cambiato nuovamente l'indirizzo a cui recapitare la comunicazione di inizio malattia per i medici convenzionati con la medicina generale (assistenza primaria, continuità assistenziale ed emergenza sanitaria territoriale).
Malattia medici
18.01.2014 - Nuova modulistica per comunicare alle Generali lo stato di malattia del medico di medicina generale. Disponibile per il download i moduli ufficiali da utilizzare per i medici di assistenza primaria e per i medici di continuità assistenziale ed emergenza sanitaria.
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