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Quale il destino dei PTE? Sono stati una risorsa o una spesa?
Fondato il rischio che il destino dei PTE/PPI siciliani subisca a breve una erronea applicazione del DM70. In realtà il loro mantenimento è previsto e raccomandato dall’Agenas, ma la tentazione di operare un mero risparmio di facciata è elevata!
MEDPress.it | Pubblicato il 19.07.2017 | Articolo letto 2227 volte      
Quale il destino dei PTE? Sono stati una risorsa o una spesa?
Il rag. Ugo Fantozzi, anzi... Fantocci, interpretato dall'indimenticabile Paolo Villaggio.
PALERMO - Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente esaminare i decreti costitutivi del servizio 118 ed esprimere solo dopo una valutazione di merito in grado cioé di riflettere in maniera fedele una interpretazione autentica della norma.
Ma perchè ci poniamo oggi questa domanda? Perchè proprio in un periodo storico della politica sanitaria regionale e nazionale il cui indirizzo è rappresentato proprio dalla de-ospedalizzazione dei pazienti, al fine di creare meccanismi virtuosi in grado di intercettare i bisogni di salute e le richieste di soccorso della popolazione sul territorio? La risposta è purtroppo semplice: si vuole rivoluzionare ciò che è già rivoluzionario da oltre un quindicennio.
Ricordiamo che attualmente nella Regione Siciliana esistono i Punti Territoriali di Emergenza (PTE), ridenominati dal legislatore nazionale PPI (Punti di Primo Intervento), strutture preposte alla gestione delle urgenze di lieve-moderata entità ed alla stabilizzazione delle emergenze, con successivo trasferimento assistito su mezzo attrezzato verso l’ospedale più idoneo.
Troppo eterogenei sono i PTE Siciliani, e non tutti di fatto adeguati alle aspettative della popolazione a cui si rivolgono. Per questo da anni i Sindacati di settore hanno cercato di rappresentare alla classe politica regionale l’opportunità di potere garantire un’assistenza più completa alla cittadinanza potenziando la risorsa dei PTE sul territorio, coniugando la riduzione dei disagi ad un risparmio di risorse legato agli accessi impropri al PS.
Per tutta risposta, e senza alcun confronto tra le parti, viene pubblicato nella GURS n. 15 del 14 aprile 2017 il decreto assessoriale firmato dall'assessore pro tempore della sanità, Baldassare Gucciardi, sulla “Riorganizzazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 2 aprile 2015, n. 70“, che prevede al suo interno anche il riordino della Rete dell’Emergenza, che in realtà per quanto riguarda il 118 dovrebbe appartenere alla medicina territoriale e non già a quella ospedaliera!
La direttiva di operare entro breve tempo la demedicalizzazione del 50% delle ambulanze del 118 nelle sola provincia di Messina (cioé privare le ambulanze del 118 del medico a bordo!) fa scattare l’allarme in difesa del servizio di emergenza territoriale e soprattutto delle reti tempo dipendenti, fiore all'occhiello del 118 messinese che ha anticpitato in questo tutte le altre province della Regione. Poco o nulla si è invece percepito circa il destino dei PTE.
Si legge però nel D.A. 629 del 31 marzo 2017: «A seguito della rimodulazione della rete ospedaliera è previsto il mantenimento nelle località sottoelencate di un Punto di Primo Intervento (già definiti in Sicilia come P.T.E, 14 nella Provincia di Messina, ndr), operativo nelle 12 ore diurne e presidiato dal sistema 118 nelle ore notturne. Entro il 31 dicembre 2017 tutti questi punti ad eccezione di quelli garantiti dal D.M. 70 e da peculiari condizioni di natura orogeografica saranno riconvertiti in postazioni medicalizzate (MSA) ». Ovvero saranno chiusi.
Ma - ci si chiede a questo punto - cosa prevede a riguardo il D.M. 70? Per fortuna l’AGENAS, Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali e fonte ufficiale e di consulenza da cui deriva il D.M. 70 del 2015, definisce inequivocabilmente e più dettagliatamente rispetto al successivo e più sintetico decreto le caratteristiche di un Punto di Primo Intervento (i PTE per intenderci), pubblicando a pag. 29 del n. 27 della sua rivista MONITOR le «Funzioni dei PPI nel capitolo “La Rete dell’Emergenza”». Leggiamo:
«A seguito della riconversione dell’attività di un ospedale per acuti in un ospedale per la post-acuzie oppure in una struttura territoriale, potrebbe rendersi necessario il mantenimento nella località interessata di un Punto di Primo Intervento, operativo nelle 12 o 24 ore a seconda delle esigenze organizzative e sanitarie. Qualora gli accessi superino le 6.000 unità l’anno per PPI aperti 24 ore (per PPI aperti 12 ore si considerano proporzionalmente 3.000 passaggi), la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul Dea di riferimento, che potrà avvalersi di risorse specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura. Sono prevedibili anche Punti di Primo Intervento con casistica inferiore ai 6.000 passaggi annui nelle 24 ore o 3.000 nelle 12, affidati al 118 come postazione territoriale fissa aggiuntiva; di norma costituiti da un locale per visite e da un mezzo di trasporto con personale sanitario, in zone particolarmente disagiate o fortemente penalizzate dalla rete viaria. Punti di Primo Intervento sono anche organizzati per esigenze temporanee ed in occasione di manifestazioni di massa. Entrambi sono gestiti funzionalmente e organizzativamente dal sistema “118” . Sono necessari unicamente ambienti e dotazioni tecnologiche atti al trattamento delle urgenze minori e ad una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne il trasporto nel Pronto Soccorso più appropriato».
Il D.M. 70 del 2015 precisa inoltre che «la funzione dei Punti di Primo Intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, Hub o Spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria».
Da quasi un ventennio in Sicilia, pur con innumerevoli difficoltà, i PTE hanno attuato un eccellente filtro sugli accessi ai P.S. , gestendo sul territorio messinese quasi 28.000 casi nel solo 2016 (cfr. Tabella D del “Documento Metodologico”), che viceversa avrebbero prodotto una spesa di circa 6.7 milioni di euro (considerando un costo medio di circa 250 € per accesso in P.S. secondo i più recenti dati ministeriali). Il risparmio netto risulterebbe quindi di circa 4 milioni di euro/anno per la sola ASP di Messina mantenendo tutti i PTE così funzionanti.
Ne deriva che ogni singolo PTE H12, se allocato nella stessa struttura di una MSA, con solo personale medico, così come sono tutti i PTE nel messinese, risulta essere in attivo rispetto al suo costo, quando solo sia in grado di intercettare almeno 900-1000 urgenze sul territorio per anno. Urgenze che – ribadiamo – dovrebbero essere seguite presso il pronto soccorso di riferimento, non potendo nè l’assistenza primaria nè la continuità assistenziale gestire queste tipologie di intervento. Rari i casi in cui non si garantiscano i suddetti numeri. Ma diciamo di più e meglio: maggiore sarebbe la loro attività, riducendo contestualmente gli accessi impropri al PS e i disagi alla popolazione, se solo i PTE venissero attrezzati con maggiori strumenti, presidi e personale (infermieri e personale paramedico) il cui costo a regime rappresenterebbe un investimento per il futuro.
Incalcolabile invece risulta, soprattutto per le comunità più distanti dagli ospedali, il danno che deriverebbe dalla chiusura di un PTE periferico: basti pensare come con la spesa di pochi euro (sapete quanto costa una fila di adrenalina?) si possano salvare vite.
Ma se oltre al rischio di ingolfare i PS ed il 118, oltre alla certezza di un aumento della spesa sanitaria con ricadute economiche e finanziarie fin dal giorno successivo alla chiusura di un PTE funzionante, oltre al rischio di disagi consequenziali nel soccorso all’utenza, oltre alla deludente ed antieconomica regressione ospedalocentrica subita così dall’assistenza sanitaria, tutto questo viene realizzato demandando, ma attualmente solo sulla carta, la presa in carico delle “urgenze minori e la stabilizzazione dei pazienti ad alta complessità” ad altre figure mediche presenti sul territorio (medici di base e di continuità assistenziale) di cui non risulta alcuna vocazione e/o predisposizione per il management delle urgenze-emergenze. E tutto ciò prima di una eventuale implementazione delle loro capacità ricettive territoriali: stiamo parlando delle ancora inesistenti AFT, PTA, UCCP, ecc.
Il destino dei PTE, quindi, non può che passare attraverso il loro potenziamento, attraverso un adeguato riordino, perchè rappresentano una risorsa la cui perdita costruirebbe una dura sconfitta per tutti.
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20.07.2017 - Durissimo comunicato stampa dello SNAMI emergenza sanitaria contro una certa politica ragionieristica che in questi ultimi tempi si sta registrando anche in Sicilia. Oltre alla demedicalizzazione delle MSA del territorio (il decreto esiste ancora e non è stato ritirato), alla paventata chiusura dei PTE nella provincia di Messina (la provincia più penalizzata in tutti i sensi), adesso anche la questione dei TSO.
Liguria
10.11.2017 - La graduatoria, redatta nei quattro settori di attività (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi Territoriali ed Emergenza Sanitaria Territoriale), ai sensi dell'art. 15 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale di cui all\'Intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni del 29/07/2009, è pubblicata nel Supplemento Ordinario al Bollettino Ufficiale della Regione Liguria n. 44 - parte seconda - di giovedì 2 novembre 2017.
Sicilia
24.07.2017 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 30 del 21.07.2017 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2018. Entro trenta giorni dalla pubblicazione in GURS, i medici interessati possono inoltrare istanza di riesame
della loro posizione.
Abruzzo
29.03.2017 - Pubblicata nel B.U. n. 31 del 10 marzo 2016 della Regione Abruzzo la graduatoria regionale definitiva dei medici di medicina generale valida per l'anno 2017 (DETERMINAZIONE 08.03.2017, n. DPF015/13).
Sicilia
23.12.2016 - Pubblicate nel supplemento ordinario n. 1 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 56 del 23 dicembre 2016 (n. 40) le graduatorie regionali definitive dei medici di medicina generale valide per il 2017.
Sicilia
23.10.2016 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 45 del 21.10.2016 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2017. Entro trenta giorni dalla pubblicazione in GURS, i medici interessati possono inoltrare istanza di riesame della loro posizione.
Sicilia
20.11.2015 - Pubblicate nel supplemento ordinario alla GURS n. 48 del 20.11.2015 le graduatorie regionali provvisorie dei medici di medicina generale valide per il 2016.
Continuità Assistenziale
10.04.2017 - Pubblicato il decreto del 22 marzo 2017 che modifica ed integra l’art.11 dell’AIR di continuità assistenziale. Viene introdotto uno specifico riconoscimento che consente ai medici la possibilità di concorrere all’assegnazione di incarichi provvisori e di sostituzione di continuità assistenziale, con la presentazione di apposita istanza, anche nel periodo che va dal 1° al 30 del mese di aprile di ogni anno. Quindi è riconosciuta la possibilità di presentare istanza di partecipazione per incarichi provvisori e di sostituzione in due diversi periodi:
1. nei trenta giorni successivi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana delle graduatorie regionali definitive di medicina generale;
2. nel periodo che va dal 1° al 30 aprile di ciascun anno solare.
Rete IMA e Rete STROKE a Messina
24.05.2015 - Attivate con delibere aziendali da parte dell'ASP di Messina, l'Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina e l'A.O. Papardo-Piemonte di Messina con il 118 della CO di Messina le procedure della rete IMA (Rete STEMI in via sperimentale per adesso) e della rete STROKE.
Malattia medici
20.10.2014 - È cambiato nuovamente l'indirizzo a cui recapitare la comunicazione di inizio malattia per i medici convenzionati con la medicina generale (assistenza primaria, continuità assistenziale ed emergenza sanitaria territoriale).
Malattia medici
18.01.2014 - Nuova modulistica per comunicare alle Generali lo stato di malattia del medico di medicina generale. Disponibile per il download i moduli ufficiali da utilizzare per i medici di assistenza primaria e per i medici di continuità assistenziale ed emergenza sanitaria.
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